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Una delle proposte più “gettonate” per affrontare la crisi economica italiana è quella di una tassa patrimoniale, che alcuni definiscono “doverosa” perché è giusto che chi ha di più contribuisca di più. A nostro parere la patrimoniale, più che giusta, è inevitabile, dato che la situazione economica è eccezionalmente grave, e quindi servono misure eccezionali.

In generale, però, le patrimoniali non ci viene da definirle “giuste”, perché vanno a penalizzare chi ha risparmiato e investito, anziché spendere e consumare immediatamente il proprio reddito. In altre parole, uno che negli ultimi dieci ha messo via i soldi per comprarsi casa si trova ora svantaggiato rispetto ad uno che invece ha speso tutto man mano, in vestiti, cene al ristorante, ecc. Il che non crediamo si possa definire “giusto”.

Il presupposto per cui molti invocano una patrimoniale, è che partono dal presupposto che i patrimoni non sarebbero accumulati “meritatamente”, ma sarebbero sempre frutto di evasione fiscale o di qualche altra forma di illegalità. È vero, probabilmente, che ci sono diversi casi di questo tipo in Italia, ma ci sembra il caso di sottolineare quanto abbiamo già avuto modo di sottolineare in passato, e cioè che se si parte dal presupposto che la gente si comporta in modo disonesto, vuol dire costringere la gente a farlo, dato che essere onesti diventa insostenibilmente costoso.

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