Le prospettive per la stabilità finanziaria dell’Italia

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La Banca d’Italia ha pubblicato il Secondo Rapporto sulla Stabilità Finanziaria, che analizza lo stato della situazione economica e finanziaria italiana. Che non è giudicata del tutto negativamente: rispetto a molti altri paesi, ci sono diversi punti di forza, quali il basso indebitamento privato, l’assenza di forti squilibri sul mercato immobiliare, il debito estero contenuto, e anche un certo sforzo verso un riequilibrio dei conti pubblici. Anche il sistema bancario non si è dato a operazioni speculative al livello di USA o Gran Bretagna. Pesa però indubbiamente la massa del debito pubblico italiano, e l’incertezza ad esso collegata si trasmette anche ai detentori di questo debito. A parte queste indicazioni generali, che probabilmente avete già letto altrove, ci sembra interessante riportare alcuni passaggi del rapporto.

Condizione delle famiglie

Qualora le attuali difficoltà di raccolta delle banche italiane sui mercati all’ingrosso dovessero proseguire […], i tassi di interesse sui prestiti alle famiglie potrebbero aumentare in misura considerevole. Nel complesso, tuttavia, i rischi di un incremento significativo dell’onere del debito sopportati dalle famiglie italiane appaiono contenuti. In primo luogo, i mutui a tasso variabile stipulati in passato (circa il 70 per cento della consistenza complessiva dei mutui) sono legati al tasso Euribor, per il quale i mercati si attendono una riduzione nei prossimi mesi. Inoltre, la bassa quota di prestiti alle famiglie in scadenza nel prossimo biennio […] suggerisce che le nuove erogazioni, il cui costo risentirà delle tensioni sui mercati della provvista per le banche, saranno di ammontare contenuto.

Condizione delle imprese

In prospettiva, i principali rischi per le imprese derivano dal rallentamento della congiuntura economica e da un peggioramento nelle condizioni di finanziamento conseguente alle tensioni sul fronte della raccolta bancaria. Nonostante il livello relativamente basso dei debiti finanziari in rapporto al PIL  […],  il rischio di tasso di interesse delle imprese italiane è elevato, in ragione soprattutto dell’alta quota di debiti con scadenze ravvicinate (circa il 60 per cento dei debiti bancari ha una scadenza inferiore a due anni), il cui rinnovo potrebbe consentire alle banche di aumentare i margini […]. Contribuisce alla vulnerabilità delle imprese la scarsa diversificazione dei debiti, per oltre due terzi di fonte bancaria.

Mercati Finanziari

Dallo scorso luglio la liquidità dei mercati italiani è fortemente peggiorata. L’indicatore sintetico di liquidità è sceso sui valori minimi toccati in seguito al dissesto di Lehman Brothers, per effetto soprattutto del deterioramento registrato sul mercato secondario dei titoli di Stato […]. In ottobre le condizioni di liquidità sono lievemente migliorate.

[…]

In prospettiva, le quotazioni azionarie potrebbero risentire di ulteriori revisioni al ribasso delle aspettative sugli utili indotte dal ridimensionamento delle previsioni di crescita economica e dal rialzo dei costi di finanziamento. Mentre per le banche italiane le previsioni sugli utili futuri sono già state significativamente riviste al ribasso, per le altre società quotate esse sono mutate solo di poco; la percentuale di società per le quali gli analisti hanno tagliato le previsioni sugli utili resta bassa rispetto ad analoghe fasi congiunturali del passato. Anche i premi per il rischio, benché elevati, potrebbero innalzarsi ulteriormente in presenza di nuove tensioni sul debito sovrano. Tali premi potrebbero invece ridursi in presenza di un miglioramento delle prospettive di risoluzione della crisi, con ricadute positive sui corsi azionari.

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