Studio OCSE: amministrazioni fiscali e settore bancario devono aumentare la collaborazione

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Gli scorsi 10 e 11 ottobre, rappresentanti delle amministrazioni fiscali, del settore bancario e dell’OCSE si sono incontrati a Roma per la conferenza “Developing the enhanced relationship in the banking sector”.

È emersa la convinzione che sia necessario rafforzare la cooperazione tra amministrazioni finanziarie e settore bancario, anche sulla base di esperienze da alcuni Stati OCSE. Una cooperazione di questo tipo ha permesso in altri paesi di diminuire il numero di controlli, e allo stesso tempo di aumentarne di gran lunga l’efficacia. Un tema che non riguarda soltanto i correntisti (per i quali si pone un problema di privacy), ma anche le stesse banche. In particolare, è l’internazionalizzazione dei gruppi bancari che pone dei problemi non banali di “pianificazione fiscale aggressiva”, e se da un lato è necessario prevenire l’elusione fiscale, dall’altro è indispensabile evitare di irrigidire “a prescindere” la normativa, magari sulla base di conoscenze superficiali del settore.

Tra le altre cose, il Rapporto raccomanda alle amministrazioni fiscali di migliorare le capacità del personale e la loro comprensione dei mercati finanziari e bancari, di provvedere a fornire certezza alle banche, di migliorare la valutazione dei rischi e di attuare una compliance fiscale trasparente. Il Rapporto ha anche individuato una serie di raccomandazioni per le banche, come il fatto che le decisioni del dipartimento fiscale delle banche in merito a una operazione non dovrebbero essere ignorate, ma necessitano di essere considerate a livello di CEO, di un maggiore grado di trasparenza, considerando i benefici che una relazione rafforzata con le amministrazioni finanziarie può apportare se i rischi fiscali sono considerati nel processo di governance.

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