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Presentiamo la videochat straordinaria organizzata da Anima Sgr e Prima Sgr per rispondere alle domande opportunità di investimento sui mercati: se in queste settimane ve ne siano, e quali. La videochat si è svolta il 6 settembre, e quindi è possibile avere ulteriori riscontri alle considerazioni dei partecipanti alla tavola rotonda.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=wQUGoqZa0uE[/youtube]

Partecipano: Luca Felli (Responsabile Bond e valute di Prima), Mary Thomson (Responsabile Investimenti azionari di Anima), Maurizio Vanzella (Direttore commerciale di Anima). Modera Debora Rosciani (Giornalista di “Radio24”)

1) Domanda posta da Debora Rosciani

Cosa bisogna aspettare per dire: “Bene, ora abbiamo toccato il fondo e possiamo ripartire”?

Luca Felli. Abbiamo visto molto della fase negativa, ma ci aspettiamo ancora volatilità sui titoli di Stato italiani. A segnare il punto più basso, e quindi la ripresa delle quotazioni, non sarà un elemento ma una serie di elementi. Questa è una crisi di fiducia: l’Italia deve sorprendere i mercati con la sua azione e le notizie di oggi sulla manovra non rappresentano questa sorpresa. Aspettiamoci ancora volatilità. Penso che anche l’Europa potrebbe venirci incontro.

 

2) Domanda posta da Debora Rosciani

Il mercato ha penalizzato tutti i titoli azionari quotati e particolarmente gli industriali e i finanziari, Stanno così male di salute le società quotate?

Mary Thomson. All’inizio di agosto abbiamo visto un crollo simile a quello dell’ ‘87: la gente ha venduto tutto per paura della riduzione della crescita e del debito. E’ una buona occasione. Tante bellissime società con bilanci solidi e investimenti in tutto il mondo sono a buon prezzo. Gli investitori vogliono avere visibilità sulla crescita e sulla riduzione sul debito e quando si sentiranno fuori dalle sabbie mobili compreranno.

 

3) Domanda posta da Debora Rosciani

La Borsa ha toccato i minimi del marzo 2009 che erano pari ai livelli toccati 12 anni prima. Cosa bisogna dire ai clienti per convincerlo a mantenere per il lungo periodo i suoi investimenti in azioni?

Maurizio Vanzella. Questa è una fase dominata dall’emotività, il 90% delle domande che arrivano a questa chat sono su corporate e titoli di Stato. Viceversa nelle crisi azionarie tutti ci chiedevano delle azioni e si dimenticavano del resto. Il portafoglio deve essere visto nel suo complesso. Abbiamo visto che nessuno oggi cerca valore sulle azioni ma teniamo in considerazione che una performance si fa gestendo bene azioni e obbligazioni, non consolidando uno dei due.

 

4) Domanda posta da Debora Rosciani

Parte dell’aumento degli spread è stata provocata dal prossimo presidente della Bce Mario Draghi che a Parigi ha ricordato come la Bce non può essere la cassa continua di tutti. Ha fatto bene a dire queste cose?

Luca Felli. Draghi ha fatto bene. E’ compito della Bce la stabilità del mercato e questa passa anche attraverso gli acquisti dei nostri titoli. Ma questa scelta non può essere fatta ad oltranza. Perché questa azione continui, l’Italia deve rispettare il programma di miglioramento del debito, soprattutto nei tempi. Abbiamo fatto qualcosa modificando la Finanziaria, ma manca ancora molto. Gli investitori esteri ci stanno punito perché mancano provvedimenti profondi in grado di modificare il trend.

 

5) Domanda posta da Debora Rosciani

Qual è la visione di una cittadina americana sulla situazione attuale, che pure vive in Italia e lavora da tempo per una società italiana?

Mary Thomson. Io ho già visto quanto sta accadendo tre anni fa. Ricordiamo il disastro negli Stati Uniti? Fallivano la Washington Mutual e Lehman Brothers e poi la Royal Bank of Scotland che è stata salvata dal governo inglese e in Olanda i problemi con Ing. Mi sento abbastanza fiduciosa perché ho visto momenti molto neri e ho visto che, con un po’ di fatica, siamo arrivati a riconquistare quasi tutti. Ricordiamoci che l’indice S&P 500 ha raddoppiato dal 2009 e in euro è giù solo del 9% da inizio anno.

 

6) Domanda posta da Debora Rosciani

In Italia non è stata necessaria la nazionalizzazione delle banche. Ma le banche sono penalizzate a causa dei titoli di Stato che detengono. E’ un atteggiamento corretto?

Mary Thomson. Il problema è la fiducia nell’Italia. I mercati temono che i titoli nei quali una banca ha investito possano non avere valore. Questo non è un problema causato dalle banche ma è un problema del governo.

Luca Felli. E’ normale che ci sia molta volatilità sulle banche. Gli asset che hanno in portafoglio sono diventati più rischiosi. A ciò si aggiunge il fatto che i mercati obbligazionari corporate e azionari stanno pensando che l’economia non sia più quella di due mesi fa. Io credo sia un po’ presto per parlare di una recessione. Ma i dati non sono buoni. Ci aspettavamo un rallentamento, ma parlare improvvisamente di recessione è frutto dell’emotività.

 

7) Domanda posta da Debora Rosciani

Ci si aspettava che la locomotiva tedesca potesse procedere a un ritmo più lento. Ma il dato pubblicato oggi sul rallentamento dell’economia tedesca ha colpito i mercati.

Luca Felli. Comunque l’economia tedesca è andata bene. Sono le economie periferiche che cominciano a soffrire la negatività, la confidence sull’Italia. La fiducia nell’Italia è scesa a livelli molto molto bassi. Speriamo che il cambio di rotta dell’Europa nei nostri confronti fermi l’emotività dei consumatori e ristabilisca un po’ di calma. Ma ci dobbiamo attendere ancora qualche mese di difficoltà.

 

8) Domanda posta da Debora Rosciani

Ai livelli raggiunti possiamo dire che sono arrivati i saldi? Qualcuno potrebbe comprare! Per esempio è il caso di iniziare oggi un piano di accumulo?

Maurizio Vanzella. Attraverso queste chat cerchiamo di dare messaggi e fare educazione finanziaria. L’investitore deve chiedersi: “Quanto sono disposto a perdere? Posso perdere il 30 o il 40% del mio investimento?” Se ha fatto questo ragionamento rimane tranquillo anche in situazioni come questa. Se non è tranquillo vuol dire che ha investito troppo in azioni. Anche nei momenti tranquilli bisogna sempre verificare come è suddiviso il patrimonio. Detto questo, per chi aveva una suddivisione del portafoglio equilibrata e vede quindi ridotta al momento la percentuale investita in azioni o non era molto investito in borsa, è un buon momento per iniziare a investire. Può farlo con un Pac o con uno switch graduale da un fondo monetario a uno azionario. Prendiamo in considerazione che quando si parte con questa soluzione d’investimento, non va interrotto altrimenti la performance di lungo periodo risulterà diminuita. Ci vuole solidità, razionalità. Anima e Prima rappresentano la terza società italiana nel risparmio gestito. Abbiamo visto, e lo confermano i colleghi di altre società e i distributori, che oggi ci si avvicina ai fondi obbligazionari e ai monetari più spesso con un Piano rateale. Con una propensione al risparmio più bassa, investire piccole somme un po’ per volta sulle obbligazioni, in questa fase di volatilità, rappresenta la modalità migliore. Noi in queste chat raccontiamo le nostre scelte, ci mettiamo la faccia, ma ricordiamo che una cosa è investire miliardi in portafogli molto articolati, una cosa è investire il proprio denaro. Investiamo in prodotti diversificati, altrimenti acquistando il singolo titolo rischiamo di vederne delle brutte.

 

9) Domanda posta da Debora Rosciani

Le è piaciuto il paragone che qualcuno ha fatto fra Italia e Grecia?

Luca Felli. No. L’Italia ha un debito molto alto rispetto all’economia, ma siamo in grado comunque – grazie alla cura con cui abbiamo gestito il deficit – di affrontare una fase di tassi più alti. La situazione del debito non è delle migliori, ma possiamo subire degli shock senza arrivare a un default. Un default dell’Italia significherebbe probabilmente la fine dell’euro e dell’Europa. Non conviene né a un paese debole come la Grecia o l’Italia, né a un paese forte come la Germania. Avrebbe un effetto negativo. Se l’Europa si rompe sono guai per tutti. Il nostro Paese continua ad avere accesso ai mercati. Certo dobbiamo rifinanziare parecchie scadenze: i tassi a lungo sono più alti di prima il rendimento sul decennale e al 5,5%. Io penso che la situazione si risolverà ma l’impegno dell’Italia deve essere maggiore e da parte tedesca ci sarà un atteggiamento progressivamente più accomodante.

 

10) Domanda posta da Debora Rosciani

Continuate a consigliare di restare su scadenze brevi?

Luca Felli. Noi consigliamo di diversificare anche le scadenze. E’ chiaro a tutti che il fai-da-te sui titoli di Stato può dare risultati molto diversi da quelli che ci si attendeva. Sono situazioni difficili, premia la diversificazione anche per scadenza e il timing che un gestore può avere. Faccio un esempio: a settembre ci saranno appuntamenti importantissimi in Europa, in primis l’approvazione da parte della Germania del fondo europeo che potrà intervenire al posto della Bce; appuntamenti in occasione dei quali il gestore sa come comportarsi.

Maurizio Vanzella. La volatilità di un singolo Btp o Cct è maggiore di quella di un fondo gestito. Ci vuole diversificazione per avere meno volatilità e per non essere toccati dall’emozione e dal desiderio di chiamare in banca e vendere per poi rientrare, quasi sempre quando il prezzo è risalito.

 

 

11) Domanda posta da Fabio

Come state investendo con Fondo Trading? Quali aree o settori state sovrappesando o sottopesando?

Mary Thomson. In questa fase di avversione al rischio nel mondo occidentale noi facciamo stock picking: scegliamo società che pensiamo abbiano buone possibilità di crescita, prospettive che non sono nel prezzo. Oggi salgono o tengono società “glamour” che hanno meno rischio, come Coca- Cola, società che si pensa esisteranno sicuramente anche domani. Si guarda poco a quello che le società stanno facendo per migliorare. Se vogliamo parlare di settori, siamo positivi sui finanziari negli Usa, nel Regno Unito e in Olanda dove è già stata operata una profonda ristrutturazione. Gli analisti sono confident e migliorano il loro giudizio su questi titoli perché sanno che c’è valore e che il rischio oggi è sopravvalutato. Poi ci piace il settore salute. Il debito pubblico deriva anche dai costi per le cure. Le società stanno inventando nuove cure: lo scorso week end è stata comunicata la scoperta di un farmaco per la cura degli ictus che potrebbe raggiungere vendite per 10 miliardi di dollari. Non si parla di queste cose durante la crisi ma le società stanno crescendo facendo il loro dovere e prima o poi le loro quotazioni risaliranno.

Maurizio Vanzella. Le parole di Mary Thomson mostrano la professionalità del gestore e la capacità di valutare esattamente un titolo e credere in un titolo anche se per sei mesi o un anno non ha performato. Sono queste cose, la capacità di cogliere trend e movimenti di lungo periodo e la possibilità di gestire in modo indipendente il portafoglio, che fanno poi la performance.

 

12) Domanda posta da Debora Rosciani

I Paesi emergenti o meglio emersi se parliamo di Cina o India hanno una forte crescita. Come dobbiamo guardare a questa aree? Possono proteggere i nostri investimenti?

Luca Felli. Maneggiare con cura. Si è partiti con una crisi del debito, ma ora si guarda alla possibilità che un rallentamento accentuato si trasformi in una recessione. In caso di recessione dubito che i Paesi emergenti rimarrebbero illesi. L’efficacia della politica monetaria in questi Paesi è più discutibile e la volatilità dovrebbe crescere. Non è forse questo il momento per uscire ma nemmeno per definire gli emergenti un riparo dalla crisi del debito europeo.

 

13) Domanda posta da Debora Rosciani

Con questi prezzi si può entrare? Come fare per non prendere altre bastonate?

Maurizio Vanzella. Oggi entrare su un titolo che ha perso il 50% e magari ha un valore di libro più alto del valore di borsa, dà sicuramente un po’ di tranquillità. Ma indipendentemente dal corso del titolo dobbiamo domandarci “Se dovesse scendere ancora, io dormirei comunque tranquillo la notte?” Se la risposta è affermativa compriamo. In caso contrario, non investiamo. Ricordiamo che un portafoglio deve avere un investimento azionario. I consulenti sanno consigliare i clienti: scegliamone uno bravo e sicuramente ci aiuterà soprattutto nel costruire il nostro portafoglio e gestire questo momento. Ciascun consulente dovrebbe chiamare i clienti in questi momenti. Già il fatto di essere tranquillizzati aiuta nelle scelte di investimento.

 

14) Domanda posta da Stefania

Secondo voi a questo punto conviene tenere titoli di Stato italiani inflation-linked?

Luca Felli. In una fase di rallentamento economico potremmo piuttosto parlare di disinflazione! Queste sono crisi di debito, che quando sono così profonde non portano generalmente inflazione. Non penso che l’inflazione sia un tema che dominerà il mercato a breve periodo. La Bce è ragionevole. Si parla di ridimensionare le prospettive di crescita e con esse le prospettive di inflazione. Quindi gli inflation linked non sono titoli preferiti. Certo che una parte del portafoglio è destinato a cogliere dei trend di lungo periodo e non deve essere cambiata ogni tre sei mesi.

 

15) Domanda posta da Debora Rosciani

Si sono trascurate le trimestrali. Ci sono state delle sorprese nei risultati pubblicati dalle aziende?

Mary Thomson. Anche per questo le borse in Italia ed Europa sono scese. Non solo c’è un problema debitorio, c’è anche una riduzione degli utili ed è questo che ha creato il panico. I risultati delle aziende in Europa non sono stati molto buoni. Teniamo anche conto che l’anno scorso il dollaro era a 1,27 sull’euro. Ora è a 1,41 – 1,44 e questo ha avuto un grande impatto sui risultati delle aziende europee. In Usa le società hanno battuto le aspettative e anche in Giappone, paese che tutti dicevano finito dopo la catastrofe di Fukushima, invece ha avuto una forte crescita domestica. Io in questa fase sono andata a “fare shopping” in quanto le borse sono scese del 20% e quando un negozio fa saldi del 20% uno va a vedere se c’è qualcosa che vale la pena di comprare, giusto?

 

16) Domanda posta da Debora Rosciani

Oggi la Banca nazionale svizzera ha fissato un tasso di cambio con l’euro a 1,20. E’ una mossa inedita: cosa ne pensate?

Luca Felli. Il franco svizzero è una valuta rifugio. Gli investitori spaventati sono alla ricerca di investimenti sicuri e la domanda è stata tale che si sono visti tassi negativi. Quindi l’apprezzamento del franco è stato talmente forte che la banca centrale ha fissato un livello massimo. Vediamo se riuscirà a mantenerlo. Certo questo ha spinto il mercato a cercare altre valute con le stesse caratteristiche. Abbiamo visto aumentare le valute scandinave per esempio. Un gestore deve chiedersi cosa vuole dire questo: ha solo l’obiettivo di frenare un apprezzamento che sta togliendo tanto ossigeno all’economia svizzera o si intravedono disequilibri forti sul mercato dei cambi?

 

 

17) Domanda posta da Debora Rosciani

Quale differenza c’è fra questa crisi e quella del 2000 o 2007?

Maurizio Vanzella. Ogni crisi è diversa dall’altra. Ma ogni crisi genera perdite per il risparmiatore e quindi ai suoi occhi ogni crisi è uguale. E’ importante analizzare e approfondire, cercare di capire la crisi e le scelte che ci saranno da fare, senza farsi condizionare però nelle scelte di breve periodo da questi movimenti molto forti.

 

18) Domanda posta da Giuseppe

Secondo me la manovra è quasi fatta ed è ben solida. Domani la borsa italiana rimbalza un bel 6%, dico bene?

Mary Thomson. Penso che la gente abbia paura. Noi non investiamo con la scommessa che domani ci saranno i fuochi artificiali. Cerchiamo società buone. C’è paura, incertezza, volatilità. Quando la nuvola nera passerà, le cose ripartiranno.

Maurizio Vanzella. Abbiamo visto che dalle crisi si esce con rimbalzi e poi ridiscese. Gestire in questo modo i propri investimenti genera solo una riduzione di performance. Attenti a seguire le voci.

 

19) Domanda posta da Paolo

Se l’Italia dovesse andare in default converrebbe a qualcuno?

Luca Felli. Vedo dietro questa domanda la solita teoria del complotto, alla quale si ricorre quando non troviamo delle ragioni fondamentali per quel che accade. In realtà, non c’è nessun complotto. Alcuni fondamentali dell’Italia non vanno bene e vanno cambiati presto. Il debito italiano può sopportare tassi alti anche per un bel po’ di tempo. E anche se ci trovassimo in una situazione grave ricordiamoci che per fortuna siamo in Europa, dove anche in situazioni che assomigliano a un default sono trattate con molta cautela e con perdite per l’investitore decisamente minori di quelle che si sono viste in Russia o in Argentina.

 

20) Domanda posta da Ennio

E’ un buon momento per investire in obbligazioni dei Paesi emergenti?

Maurizio Vanzella. C’è molta raccolta sui fondi che investono in obbligazioni emergenti, mentre negli anni precedenti si era visto interesse per le azioni di Paesi emergenti. I bond emergenti fanno ormai parte di una diversificazione. Va benissimo investire in questi titoli, ma teniamo presenti le difficoltà di compravendita, i costi e le regolamentazioni. E’ sicuramente più efficiente una gestione di questa asset class attraverso dei fondi.

 

21) Domanda posta da Debora Rosciani

Cosa pensa di chi investe in conti di deposito?

Maurizio Vanzella. Stiamo parlando di depositi vincolati, non di uno strumento dal quale si può uscire per investire da un giorno all’altro. E’ un investimento che facciamo per un anno oppure un anno e mezzo. Potrebbe però non essere efficiente, soprattutto se mettiamo lì tutti i soldi. Oggi c’è paura, ma magari il rendimento offerto potrebbe risultare risibile, rispetto a quello che potrebbe dare un investimento fatto nel momento giusto sui mercati. E poi oggi su titoli di Stato possiamo avere tassi molto superiori a quelli offerti da questi conti.

 

22) Domanda posta da Piero

Come mai questa volatilità sul franco svizzero?

Luca Felli. La Banca nazionale svizzera ha detto che cercherà di difendere un determinato livello di cambio fra franco ed euro, 1,20 franchi per euro. Invece è interessante che il dollaro stia cominciando a muoversi. Era il grande assente! Solitamente, nei momenti di crisi il dollaro sale. L’euro, vista la lentezza della risposta politica, ha deluso e il dollaro sta dando qualche segnale di risveglio. Avere un portafoglio diversificato in valute è un aspetto importante per avere un’asset allocation più efficiente in anni di crisi.

 

23) Domanda posta da Debora Rosciani

La borsa tedesca è scesa oggi perché è composta da titoli industriali che soffrono per la prospettiva di recessione?

Mary Thomson. Il Dax è sceso tanto perché la vendita scoperta è stata vietata in Italia e Francia, per cui i ribassisti sono andati negli altri mercati fra cui in Germania. Questa è un’opportunità. Non sono vendite basate su un’analisi dei fondamentali, ma in reazione ai vincoli posti dalle autorità di regolamentazione. Noi stiamo acquistando titoli che pensiamo siano opportuni. Siamo negativi sugli industriali perché il mercato sta sovrastimando il livello di crescita. I Paesi emergenti potrebbero rallentare e gli analisti non hanno messo questa prospettiva nelle loro stime. I titoli domestici invece sono scesi molto. Meglio stare su titoli che incorporano aspettative base, mentre aspettiamo di vedere come andranno gli emergenti.

 

 

24) Domanda posta da Alcide

Vorrei investire in un conto deposito parte del mio capitale investito nel vostro fondo Tesoreria per recuperare in toto l’attuale perdita ad oggi subita. In tutta obiettività faccio bene?

Maurizio Vanzella. Se parliamo di denaro fresco da investire ci sono delle opportunità che danno rendimenti migliori e più garanzie. I monetari investono in titoli a scadenze molto brevi, che sentono l’andamento del mercato ma in modo minore. Appena si risolve la volatilità, questi prodotti recuperano totalmente quanto hanno perso. Attenzione a uscire quando abbiamo perso lo 0,5 – perché si parla di perdite di questo livello. Tantissime persone sono uscite dai prodotti monetari allungando la duration e hanno sbagliato o sono andati su prodotti di parcheggio e non hanno recuperato le perdite.

 

25) Domanda posta da Edoardo

Pensate che l’asset class high yield possa dare ancora buoni frutti nei prossimi mesi ?

Luca Felli. Sta andando molto bene: due mesi fa eravamo per fare un 2011 come il 2010 con un 2-3% sul corporate e un 10% sull’high yield. Corporate e high yield hanno lasciato sul campo un po’ di performance ma non liquiderei le posizioni. A questi prezzi stiamo scontando una recessione simile a quella del 2001-2002. Siamo davanti invece davanti ad una situazione simile a quella del 2008? Non è il nostro scenario. Sono prodotti che hanno già incamerato molto di questa discesa del ciclo, direi di mantenere, magari il gestore potrà aumentare l’investimento e i singoli clienti potrebbero aumentare la loro presenza.

 

26) Domanda posta da Antonio

Ci si attende un taglio dei tassi da parte della Bce?

Luca Felli. Il mercato ci dice di sì. E’ un evento molto probabile e i mercati lo hanno anticipato. Il titolo di Stato tedesco a 2 anni offre lo 0,5% come rendimento. Il mercato lo ha scontato ed è importante che la Bce dia un segnale positivo ai mercati. Almeno da questo punto di vista la Bce non vuole creare maggiore incertezza.

 

27) Domanda posta da Marco

Quali strumenti e quali fondi utilizzare per sfruttare la volatilità dei cambi?

Maurizio Vanzella. Fondamentalmente un risparmiatore che guadagna in euro dovrebbe investire in euro. Quanto più noi apriamo al cambio, tanto più aggiungiamo volatilità. Nella scuderia Anima abbiamo un fondo che investe in Usa a cambi scoperti e uno a cambi coperti. Il risparmiatore può scegliere ma deve sapere a cosa va incontro. Questa è la responsabilità che ogni società ha per difendere il risparmio degli italiani. I fondi di investimento sono sempre liquidi. La gente può riscattarli comunque. L’industria dei fondi ha mostrato serietà e non di tutti gli strumenti si può dire altrettanto.

 

28) Domanda posta da Debora Rosciani

Chi ha investito con la prospettiva di alti dividendi vede i titoli scendere. E ora?

Mary Thomson. Dopo la mega crisi nel 2008 le aziende hanno pulito i bilanci e ora sono pieni di cassa e offrono lauti dividendi molto superiori alle cedole del Btp. Le troviamo nell’indice Euro Stoxx, nel Dow Jones nel Topix 30. Il dividendo è un modo per avere qualcosa in tasca e ridurre la volatilità del portafoglio. Noi seguiamo da sempre questa strategia. In un mondo dove la crescita non è strepitosa come in passato, questi titoli permettono anche di proteggersi dall’inflazione perché i dividendi crescono.

 

29) Domanda posta da Debora Rosciani

Cosa pensa dei settori utilities e energetico?

Mary Thomson. Siamo positivi perché sono difensivi. Le aspettative sono basse e anche nella prospettiva di una crisi grave e lunga occorrerà comunque riscaldare le case o usare l’elettricità, no? Sono società che hanno pulito i bilanci, hanno sostituito il debito bancario con obbligazioni trovando investitori interessati ai loro titoli. Hanno buoni bilanci, alti dividendi e una crescita sicura. Sono titoli che ci piacciono.

 

30) Domanda posta da Debora Rosciani

Arrivano molte domande secche su target relativi a titoli o mercati, quanto potrebbe scendere o salire. Sono le domande che davvero bisognerebbe farsi in queste situazioni?

Maurizio Vanzella. Sono domande legittime. Se una persona volesse cominciare a comprare, compri un po’ alla volta: investa un po’ meno di quello che vorrebbe investire. Questo dà la possibilità di essere più tranquilli nel futuro. Noi riteniamo che sia fondamentale il dialogo per soddisfare tutte le domande e le preoccupazioni legittime, ma non necessariamente giustificate e fondate.

 

31) Domanda posta da Gab

Parliamo di Fondi pensione? Io ho 35 anni.

Maurizio Vanzella. Per Anima e Prima questo è un cavallo di battaglia. Dedicheremo una chat a questo tipo di prodotti nel quale potremmo rispondere a questioni specifiche. Io credo che le famiglie debbano porsi il problema previdenziale non solo dei genitori ma anche dei figli. Pensiamo alla gestione per noi ma anche per i figli che avranno una carriera lavorativa non continuativa, con minori contributi e una crescente attesa di vita e questo porterà una diminuzione anche forte nel tenore di vita dei nostri figli.

 

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

 

Comments

  1. In Italia abbiamo toccato i minimi di marzo 2009… E allora? Dax e Sep 500 ne sono ancora ben distanti, e se scendono loro noi li seguiamo a palla.

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