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Segnaliamo un interessante grafico interattivo dal sito dell’Economist, che analizza il debito di alcuni dei principali Paesi. L’aspetto interessante è che l’analisi non considera solamente il debito “sovrano”, che è da un po’ di tempo al centro dell’attenzione, ma considera anche elementi quali il debito delle famiglie, e quello finanziario.

Il nocciolo della questione è facilmente intuibile. Secondo gli autori, serve un debito complessivo ridotto per ridurre la vulnerabilità dell’economia: ad esempio, si fa notare il peso del debito delle banche del Regno Unito rispetto alle dimensioni dell’economia del Paese. Sono questi fattori a fare dire a sempre più analisti che le difficoltà dell’economia europea non sono solo “periferiche”. Il che, da un certo punto di vista, può essere un bene perché può spingere verso una maggiore unità di intenti: non dimentichiamo che sono in molti a pensare che le preoccupazioni dei mercati per l’economia europea sono soprattutto politiche — sul fatto che sia “guidata” o meno —  che strutturali.

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