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L’argomento di attualità è indubbiamente la speculazione sui Titoli di Stato italiani, che a cascata danneggia i conti delle banche italiane (se i titoli di stato sono considerati meno affidabili, allora le banche italiane — che ne hanno molti — hanno conti meno solidi).

Eppure, il problema non è la solidità dei conti italiani, per quanto soffrano di problemi largamente noti. Quello che può mettere veramente a rischio i conti italiani è una nuova recessione, che qualcuno inizia a temere, ma che non sarebbe causata dal debito pubblico greco, spagnolo o italiano, bensì dai conti pubblici USA  — USA che però sembrano soffrire di questa situazione meno di quanto uno si potrebbe aspettare.

Infatti si è parlato molto del “tetto al debito” USA, ma il vero problema in prospettiva è il financial gap, cioè la differenza tra uscite di denaro pubblico americano ed entrate, che sono ben lontane dal coprirle, come mostra chiaramente questo grafico tratto da BusinessWeek (che evidenzia la differenza tra “quello di cui tutti parlano” e “quello di cui tutti dovrebbero preoccuparsi”):

 

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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