Bitcoin a rischio

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I Bitcoin, la moneta digitale “open source” di cui avevamo parlato qualche tempo fa, starebbe incontrando diverse difficoltà. L’idea, infatti, era interessante, ma avevamo qualche dubbio sulla solidità del sistema, oltre al fatto che molta gente era convinta di potere fare soldi stampando (virtualmente) moneta. Già quello che qualcuno etichettava come “successo” dell’operazione Bitcoin — il continuo crescere delle quotazioni — a noi lasciava perplessi, dato che a noi è sempre sembrato più un segnale di speculazione che altro: partendo dal presupposto che le monete hanno lo scopo di agevolare le transazioni, se l’andamento è scollegato da quello dell’insieme di transazioni che rappresentano, la causa più probabile è la speculazione.

A questo problema di base, si sono aggiunti diversi “incidenti” che mettono in dubbio l’affidabilità del sistema: qualche mese fa, un virus aveva “rubato” Bitcoin per 500.000 dollari, violando 60.000 account, successivamente un sito ha cancellato per errore 17.000 Bitcoin, e (più rilevante) uno dei servizi più importante è “sparito”, in quella che sembrava una delle più classiche truffe, ma in realtà la chiusura è stata dovuta ad un attacco hacker che ha fatto emergere come vi fossero errori logici nell’impostazione del software di produzione dei Bitcoin.

Inutile dire che questi incidenti hanno portato ad un crollo delle quotazioni dei Bitcoin, ma soprattutto rischiano di mettere seriamente a rischio il prosieguo di un progetto ambizioso. Forse, fin troppo ambizioso.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

 

5 pensieri su “Bitcoin a rischio”

  1. Ed in aggiunta a tutto questo, ci sarebbero gia’ in giro
    dei troiani che sfruttano la macchina infettata per “minare”
    bitcoin, apportando quindi un danno economico all’ospite
    inconsapevole, sotto forma di salate bollette elettriche.

  2. @HOSTFAT Cosa c’è di impreciso nell’articolo? Io di tutti questi “incidenti” ne avevo già sentito parlare…
    Poi personalmente i Bitcoin saranno anche una buona idea, ma mi fanno venire in mente quelle vendite piramidali…

  3. Come al solito, se qualcuno vuole fornire integrazioni / correzioni / ulteriori approfondimenti, siamo a disposizione…

  4. Cavoli peccato, speriamo che sistemino al più presto queste vulnerabilità… anche se il sistema centrale non mi sembra sia stato colpito direttamente, cioè il virus è un malware esterno e se infettava le macchine client la colpa era delle macchine client (ma il virus girava anche su linux?), e l’attacco dei cracker ( non si capisce bene da questo articolo ) solitamente è un grezzissimo dos.

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