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Non si può fare a meno di commentare l’articolo del Corriere in cui il Ministro Tremonti spiega che  “La crisi non era prevedibile”. Perché se c’è una cosa che si può dire del momento economico attuale è che era altamente prevedibile ed atteso, come abbiamo visto più volte in passato. Certo, ci sono “dettagli” che cambiano, come l’abbassamento del rating USA o le preoccupazioni per i conti della Francia, ma si tratta solamente di cambiamenti superficiali, perché il fatto che l’economia USA non fosse in “buone condizioni” era ampiamente noto, così come che la Francia non attraversasse un momento economicamente brillante. Nella sostanza è cambiato ben poco negli ultimi mesi, a livello di scenario economico.

La crisi attuale era ampiamente attesa perché non è mai stata affrontata strutturalmente la crisi iniziata nel 2007/2008, e quella di oggi non è una nuova crisi ma piuttosto la fine dell’effetto “doping” che ha nascosto ma non curato la malattia.

Malattia che nel caso dell’Italia è largamente nota, e cioè la scarsa efficienza e la scarsa crescita, aspetti che la manovra finanziaria non affronta come dovrebbe. Dobbiamo anche aggiungere che la manovra finanziaria peraltro lascia la sensazione di essere un po’ raffazzonata e di essere stata messa in piedi un po’ troppo velocemente: un fatto potenzialmente pericoloso perché per le dimensioni che ha questa manovra sarebbe importante che fosse figlia di un attento ragionamento e riflessione.

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