L’Europa della finanza ad un bivio
17 giugno 2011
L’Europa, dal punto di vista della finanza, non sta passando un buon momento, con l’indice Msci della regione che ha perso in un mese circa il 4,5%, portando così in negativo il risultato da inizio anno. Pesa inevitabilmente la preoccupazione per i conti della Grecia, per la quale il default non è un ipotesi poi tanto astratta (soprattutto sotto forma di ristrutturazione del debito, non a caso il rating del debito a lungo termine è stato tagliato da B a CCC): non solo, ma addirittura di uscita del paese dall’Euro è un’ipotesi che resta improbabile ma di cui qualcuno inizia a parlare. Si tratta di un’eventualità che a nostro parere avrebbe effetti devastanti per l’economia della Grecia, perché una moneta debole andrebbe forse a favorire il pagamento dei debiti, ma avrebbe pesantissime ripercussioni in termini di inflazione, e di contrazione del potere d’acquisto per i consumatori greci.
Non è peraltro solo la Grecia sotto la lente dei mercati: oltre alle preoccupazioni “già note” dei mercati per Spagna, Irlanda e Portogallo, cresce anche l’attenzione per l’Italia e — sorpresa — la Germania, paesi i cui Governi attraversano difficoltà politiche che potrebbero rallentare la reazione nel caso la situazione finanziaria internazionale si aggravasse, o ancora peggio che potrebbero cadere nella tentazione di scelte “populiste” che rimanderebbero di pochi mesi i problemi (aggravandoli).
A complicare la situazione il fatto che l’inflazione è tornata a salire, e un ulteriore aumento dei tassi da parte della BCE, per contenerla, è dato quasi per scontato.
Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]
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