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Come avevamo promesso, torniamo sull’Indice di Benessere Finanziario, sviluppato da ING Direct ed Eurisko. Come abbiamo detto, si tratta di un’indagine molto interessante, ma proprio per questo è utile comprendere che cosa misura esattamente e con che metodologia è realizzata.

Ciascuna delle sei dimensioni riceve una valutazione da parte degli intervistati con indagine a cura di GFK Eurisko, ovvero un punteggio su una scala da 1 a 7 dove 1 rappresenta il livello più basso di benessere e il 7 il massimo livello. Per ogni individuo viene calcolata la media dei punteggi, da cui si ricava l’Indice di Benessere a livello nazionale, considerando la media dei punteggi forniti da tutti gli intervistati. […] Successivamente il valore medio viene indicizzato su una scala da 0 a 100 […]

 

Scala di rilevazione Scala Numerica Indice “Scala semantica”
Molto soddisfatto 7 100 Area del benessere
Soddisfatto 6 83.3
Abbastanza soddisfatto 5 66.7 Area del medio benessere
Né soddisfatto, né insoddisfatto 4 50
Abbastanza insoddisfatto 3 33.3
Insoddisfatto 2 16.7 Area del disagio
Molto insoddisfatto 1 0

Compreso meglio che cosa viene misurato, vale la pena entrare più in dettaglio sulle misure, che avevamo già accennato nello scorso post:

Le dimensioni di finanza personale
Indice di benessere Media scala rilevazione
Asset e investimenti di lungo termine 55.5 Abbastanza soddisfatto
Bollette e pagamenti 48.2 Né soddisfatto, né insoddisfatto
Reddito 46.8 Né soddisfatto, né insoddisfatto
Debito a breve (carte di credito) 46.3 Abbastanza insoddisfatto
Risparmio 44.7 Abbastanza insoddisfatto
Debito a lungo (mutui e prestiti) 41.5 Insoddisfatto
Indice di Benessere Finanziario complessivo 46.5 Né soddisfatto, né insoddisfatto

A nostro parere è anche molto interessante andare ad analizzare più in dettaglio la distribuzione delle singole risposte, in quanto ci sono alcune “dimensioni” in cui le risposte si concentrano su soddisfazione “intermedia” (è il caso degli investimenti), mentre altre dove le risposte sono polarizzate agli estremi (è il caso dei debiti a breve termine).

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Per concludere, ci sembra interessante riportare un passaggio del report di ING Direct-Eurisko che approfondisce il benessere finanziario da un punto di vista geografico:

La “pancia” dell’Italia (il Centro) ha il massimo livello dell’Indice di Benessere ING DIRECT. Per indole e cultura più tranquillo, rilassato, ma anche più godereccio, il Centro Italia dà importanza alla sfera lavorativa ed economica, ma non ne fa il fulcro della vita. Famiglia, amici e sfizi e divertimento contano di più.Il loro indice di benessere finanziario è il più elevato, con positività in relazione a tutti gli elementi (spese, reddito, ma anche risparmio).

Il Nord Ovest è invece fortemente concentrato sulla sfera economica / professionale e sui consumi anche di lifestyle. È il cuore economico dell’Italia molto a suo agio nella gestione delle finanze domestiche, ma un po’ più insoddisfatto di reddito e risparmio, con un Indice complessivo superiore alla media nazionale di 49,1. Elevata la preoccupazione nei confronti del debito a lungo termine.

Il Nord Est è l’area della micro-economia molto incentrata sull’accumulare, attenta e parsimoniosa e poco attenta alle relazioni. Sono buoni amministratori delle proprie finanze, ma sono anche  quelle che risento maggiormente della difficoltà di risparmiare. È sicuramente una delle aree che più ha risentito delle difficoltà economiche del Paese che hanno portato ad contrazioni reddituali e difficoltà economiche. L’Indice scende sotto la media nazionale con 43,3 registrando il minor punteggio per il debito a lungo termine.

Il Sud e le isole è per indole più attento alla sfera personale e meno proiettato sulla sfera della realizzazione professionale, ma vive con maggior preoccupazione la gestione dell’economia familiare. Il loro indice di benessere finanziario è il più contenuto (42,8) e anche pagare le bollette e le spese quotidiane genera preoccupazione. Il risparmio è l’area più critica (41,3): è più difficile e richiede qualche sacrificio in più.

 

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