Non conta quanto si lavora, ma come si lavora

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Uno studio dell’Ocse ha approfondito, tra l’altro il tempo dedicato alle attività lavorative nei vari Paesi. Destando parecchie sorprese, dato che al primo posto dei più “stakanovisti” ci sono i messicani (con 9 ore e 54 minuti). Tra gli europei, gli italiani sono dietro agli spagnoli, ma davanti a inglesi, norvegesi, olandesi, tedeschi (terzultimi nella classifica delle ore lavorate) e belgi.

La questione che non viene colta, però, è che non conta quanto si lavora, ma come si lavora. Un fatto che abbiamo sottolineato già molte volte in passato. In Italia serve imparare a lavorare meglio, concentrandosi sulle attività a a “valore aggiunto” e non semplicemente “lavorare di più”.

Si può certamente obiettare che lo studio dell’OCSE comprende sia le ore retribuite che non retribuite, ma questo in realtà non cambia il nocciolo della questione. Piuttosto, deve fare riflettere il fatto che in Italia meno del 58% della  ha un’occupazione retribuita, quarta percentuale più bassa dell’Ocse.

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