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Come ampiamente previsto, la BCE ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base, portando il tasso di Rifinanziamento Principale all’1,25%, quello di rifinanziamento marginale al 2,00%, e quello sui depositi presso la Banca Centrale allo 0,50%.

Ovviamente questo aumento ha un impatto a cascata sugli altri tassi di interesse, sia attivi che passivi, e quindi anche su un finanziamento “delicato” come il mutuo. C’è già stato chi ha storto il naso per le conseguenze che l’aumento dei tassi ha quindi sui conti delle famiglie. Dobbiamo però sottolineare — per l’ennesima volta — una questione: se si vuole evitare evitare di esporsi alle variazioni dei tassi, è sufficiente scegliere un mutuo a tasso fisso, cosa che a nostro parere (e non solo) dovrebbero fare molte più famiglie.

Perdonateci la chiarezza: è totalmente inutile scegliere un mutuo a tasso variabile perché le prime rate sono minori, e poi lamentarsi se i tassi si alzano. Soprattutto se si parte da un livello di tassi di interesse bassi a livelli record, come il grafico sotto mostra chiaramente.

 

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Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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