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Partiamo subito dalla risposta alla domanda del titolo: no, il Forex non è una truffa, almeno non di per sé stesso. Ma è vero che soprattutto con la popolarità che ha assunto negli ultimi tempi, spesso viene presentato in modo approssimativo se non a volte ingannevole, sottovalutando i rischi che l’investimento nel Forex, il mercato delle valute, comporta.

Va fatta una doverosa premessa. Qui ci riferiamo al “vero” mercato Forex: ci sono diverse forme di truffa legate al “nome” del Forex  — dal finto intermediario che, anziché investire il denaro della “vittima”, scappa con i soldi, a quelli che usano “schemi Ponzi”. Non parleremo di queste truffe, perché non riguardano realmente il mercato delle valute (potrebbero essere applicate a qualunque prodotto o servizio): basti dire che vale ancora sempre la vecchia regola di assicurarsi che quello a cui si danno i propri soldi sia un intermediario serio ed affidabile.

Venendo al mercato Forex, ci sono alcuni aspetti che spesso non vengono adeguatamente sottolineati, o che sono dati per scontati ma non è detto che lo siano effettivamente per tutti.

Il primo è che il Forex è un “gioco a somma zero”, il che vuol dire che si può guadagnare solo quanto viene “perso” dagli altri partecipanti al mercato. Questa è una differenza sostanziale dal mercato azionario, che rappresenta per alcuni il motivo di attrattività del Forex, per altri il suo grosso limite. Il fatto di essere “a somma zero”, vuol dire infatti che nel Forex si può guadagnare anche nei periodi negativi per l’economia (e non è un caso che il Forex sia diventato particolarmente di moda soprattutto dal 2008 in poi). D’altro canto, però spesso si può guadagnare solo “in competizione” con gli altri operatori (per questo motivo qualcuno particolarmente critico lo ha acidamente definito “un’alternativa al poker online, più che all’investimento”).

In quest’ottica, non si può trascurare il fatto che tra gli “altri operatori” ci sono fondi di investimento ed investitori professionisti specializzati: il semplice fatto che vi lavorino costantemente, dà loro una conoscenza ed una comprensione del mercato che l’investitore occasionale non può realisticamente pretendere di avere, il che lo pone in una situazione di svantaggio.

Un altro aspetto importante è che gli investitori privati tendono ad esporsi a molto più rischio di quelli professionali. Un effetto da un lato della scarsa conoscenza e valutazione dei rischi, dall’altro da una tentazione di ingordigia, con il tentativo di massimizzare il possibile guadagno, senza considerare i rischi di perdite. Per dare un’idea, gli investitori professionisti solo raramente arrivano ad utilizzare una leva fino a 10:1, mentre gli investitori privati più di qualche volta impiegano una leva di 50:1 o addirittura di 200:1. Il che permette di fare grossi guadagni (che sono quelli pubblicizzati), ma anche di subire grosse perdite.

Ci troviamo molto d’accordo con le parole di Paul Belogour, manager di una società che fa trading nel Forex, che ha detto al Financial Times che il trading nel Forex è estremamente interessante e permette di comprendere meglio i mercati, ma si deve investire solo i soldi che si possono perdere, perché il rischio è molto elevato.

Per completezza, va detto il trading nel Forex può essere usato anche per aumentare la sicurezza degli investimenti, se lo si usa in modo corretto (verrebbe da aggiungere: usando gli strumenti finanziari per quello per cui sono stati sviluppati, e non per pura speculazione). Un investimento nel forex potrebbe essere utile per neutralizzare l’effetto dei cambi, una tecnica che è usata più dai professionisti che dai privati, e che consiste nel fare sul Forex un’operazione di segno opposto ad un’altra fatta ad esempio in borsa. Per capire meglio: abbiamo sottolineato qualche giorno fa come il rischio di valuta aumenti sostanzialmente il rischio di fondi di investimento di per sé “a basso rischio”. Per eliminare il rischio di valuta, oltre ad acquistare quote del fondo (dichiamo che sia in dollari), ma al contempo vendo anche dollari per un pari importo: le variazioni dei cambi si annullano, e rimane solo il rendimento puro del fondo.

La conclusione è che è importante comprendere bene “dove si stanno mettendo i propri soldi”, soprattutto se si parla di investimenti con un certo grado di rischio, per capire come “funziona” quel rischio e se lo si considera accettabile. Purtroppo, non esistono “soldi facili”: se si incontrano rendimenti “troppo belli per essere veri”, probabilmente non sono veri, nel senso che non si è capito adeguatamente cosa si ha di fronte.

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