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Secondo uno Morningstar, il nuovo indicatore di rischio sintetico SRRI (Synthetic risk return indicator) di valutazione dei fondi di investimento, all’interno del KIID (Key investor information document) che sarà introdotto a luglio, rischia di essere pesantemente inadeguato.

Infatti, questo indicatore non distingue le varie tipologie di rischio, ed in particolare quello legato ai cambi, il cui andamento diventa determinante per il rendimento effettivo che l’investitore ottiene, con la possibilità di amplificare, ma anche annullare o invertire, gli andamenti “propri” del fondo (soprattutto per i fondi che di per sé sarebbero meno rischiosi, dato che i loro andamenti sono meno “estremi”). L’incremento di volatilità dei cambi rende ancora più difficile prevedere questi andamenti.

In generale, l’osservazione è che non è sufficiente guardare al livello di rischio, ma anche alla tipologia di rischio. Soprattutto se si guarda non solo al singolo fondo, ma anche in ottica di diversificazione tra fondi, che è da considerare imprescindibile per uno stile di  investimento “sano”. Paul Kaplan, responsabile della ricerca quantitativa, infatti sottolinea: “Dal momento che l’Srri non distingue tra differenti tipologie di rischio è di scarso aiuto agli investitori nel costruire un portafoglio diversificato. Se due fondi hanno lo stesso Srri, ma sono esposti a diversi fattori di rischio, possono essere combinati per ridurre la volatilità complessiva; in caso contrario la diversificazione in questi due non porterebbe alcun beneficio”.

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