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In questi giorni si discute molto degli effetti della “crisi Libica” sulle bollette, sul prezzo del petrolio (e della benzina), e sull’economia in generale. Alcuni dati però offrono la consolazione che poteva andare molto peggio, e in generale offrono degli interessanti spunti di riflessione sull’evoluzione dell’economia.

Il grafico che mostriamo, tratto dal blog di Paul Kedrosky, mostra “l’intensità” del petrolio nelle economie mondiali, in termini di barili di petrolio (in numero, non in valore) sul PIL, un rapporto che è in costante diminuzione da trent’anni a questa parte.

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La diminuzione del rapporto può sembrare scontata, ma così non è, dato che — all’esatto contrario — si dà spesso per scontato che una crescita dell’economia debba richiedere una crescita anche del consumo di petrolio, una che crescita che però è meno che proporzionale.

Ecco alcune considerazioni “sparse”, che se volete non sono particolarmente innovative, ma è utile tenere presente:

  • La crescita dell’economia si accompagna ad un uso più efficiente delle risorse.
  • La crescita dell’economia ha un contributo significativo dai settori “non di produzione” (es. servizi).
  • L’andamento del prezzo del petrolio può favorire o rallentare la crescita, ma non può da solo causare queste situazioni. La differenza è sottile ma importante.

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