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Le opere d’arte sono spesso state per molti una forma di investimento. E negli ultimi anni questo “utilizzo” dell’arte è stato sempre più “sistematizzato”, ed in qualche caso estremizzato (con l’allarme lanciato da alcuni analisti riguardo a rischi di “bolle speculative”).

Certo è che il mercato dell’arte resta un indicatore interessante delle disponibilità di investimento a lungo termine. Non a caso, durante i mesi più “duri” della crisi, il mercato delle opere d’arte aveva mostrato forti segni di rallentamento.

L’ottavo Art Market Report, realizzato dall’Area Research di Banca Monte dei Paschi di Siena, ha sintetizzato i risultati definitivi del 2010 e analizzato quelli del ciclo 2005-2010 del mercato internazionale della pittura e delle altre “arti minori”, sulla base dei “battuti” delle maggiori case d’asta mondiali.

Questi sono alcuni i principali punti che emergono dalla ricerca:

Nel 2010 il mercato della pittura e quello dei beni artistici in generale hanno mostrato segnali di consistente progresso, rimbalzando dai minimi del 2009: nel confronto 2010/2009 il MPS Global Painting Art Index avanza del +45,8%.

Osservando il ciclo 2005-2010 negli indici pittorici: gli anni 2005-2006 non hanno vissuto momenti di particolare euforia, mentre è evidente come  la pittura sia stata interessata dalla bolla speculativa del biennio 2007-2008, con successiva crisi del 2009 e ritrovata prosperità nel 2010.

– Nonostante la ripresa consistente registrata nell’ultimo anno, la scelta delle maggiori case d’asta di proporre cataloghi di opere d’arte dalle stime generalmente più contenute rispetto al recente passato non consente ancora il ritorno ai livelli pre-crisi: nel confronto 2010 vs 2008 il Mps Global Painting Art Index risulta in flessione del -28,9%.

– Seppur in termini assoluti di fatturato appaia ancora marginale, si segnala la crescita significativa dei mercati asiatici, dove l’emergere di nuove figure professionali e un’offerta sempre più completa da un lato, ma soprattutto, la disponibilità economica sempre maggiore dei compratori dall’altro lato, spinge molte case d’asta ad aprire in loco nuovi punti commerciali.

– Nella suddivisione del fatturato aggregato, emerge che Il segmento più importante dopo la pittura è rappresentato dai gioielli e orologi, che complessivamente pesano l’11,4%, a seguire arredi e antichità, con rispettivamente il 4,9% e il 4,8%; scultura, vini e foto pesano con percentuali marginali sia per il numero di aste ancora limitato, sia per i fatturati medi contenuti.

– La Borsa conferma quanto emerge dai citati Mps Art Indices a proposito della crescita del mercato dell’arte. L’andamento del MPS Art Market Value Index nel 2010 registra infatti un progresso del +67,8%, laddove lo S&P 500 è in leggero aumento (+11,1%) e il Fste Mib in cospicuo calo (-21,2%).

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