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Secondo le stime di ABI, il costo dei conti correnti per le famiglie italiane è sceso del 30% dal 2006 ad oggi (il calcolo è riferito alle famiglie “con operatività media”). Si tratta di un effetto dell’aumento della concorrenza negli ultimi anni, così come del diffondersi dell’uso di internet, che ha favorito il proliferare di offerte “a basso costo” — anche in conseguenza di una più semplice possibilità di confronto. Basti pensare al fatto che è oggi “normale” che il costo di un’operazione di bonifico sia zero (soprattutto via internet), mentre cinque anni fa la maggior parte delle banche imponeva delle commissioni per l’operazione, che in qualche potevano toccare anche i 2 euro.  Come abbiamo avuto modo di evidenziare più volte nel tempo, un conto corrente “costoso” è spesso ormai dovuto più alla pigrizia che ad altri motivi “reali”.

Nel complesso, tra 2006 e 2010 il costo dei servizi finanziari sarebbe cresciuto dell’1%, ben al di sotto del tasso annuo d’inflazione (pari all’1,9%).

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