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Lo stato dell’economia italiana è diventato centro d’attenzione per molti analisti e commentatori esteri. Un insieme di fattori destano una certa preoccupazione. L’ultimo, che è andato a sommarsi agli altri, è dato dai problemi tecnici che ha avuto il mercato telematico di Borsa Italiana, che è rimasto fermo gran parte della giornata di ieri. Problemi tecnici, come sempre, possono capitare, ma in un contesto come quello attuale va ad aggiungere nervosismo tra gli operatori.

Gli altri fattori che destano una certa preoccupazione riguardano la “condizione” del Governo italiano: per quanto in questo blog non ci piaccia parlare di politica, l’impressione diffusa è che il governo (a ragione o a torto) sia impegnato a pensare a sé stesso, più che ai problemi del Paese, che a qualche analista estero appare alla deriva (forse anche più di quanto sia in realtà).

L’altro grosso fattore di preoccupazione è dato dallo stretto legame economico tra l’Italia e la Libia, sia in termini di rifornimenti energetici che di capitali (il peso libico negli azionariati di società come Unicredit o Juventus è noto), che quindi desta inevitabilmente preoccupazioni su possibili ripercussioni.

Il risultato è un picco degli spread dei BTP a 10 anni, indice di una crescente preoccupazione dei mercati, cui andrebbe dato qualche messaggio di rassicurazione.

BTP10anni

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