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I dati dell’ultimo sondaggio congiunturale della Banca d’Italia mostra una diminuzione dell’ottimismo circa le prospettive di crescita, rispetto ai dati raccolti nel trimestre precedente (settembre 2010). Probabilmente questo risultato è frutto anche di una certa delusione per le aspettative non realizzate nell’ultimo trimestre 2010, dove molte imprese hanno giudicato invariata la situazione economica (il 65,1% del totale) rispetto al trimestre precedente, ma il numero di imprese che hanno dato una valutazione negativa del contesto economico è stato maggiore di quelle che invece ha dato una lettura positiva (il “saldo” è negativo, -16,1%, a fronte di un saldo positivo a settembre, dove questo era pari a +6,4%).

Interessante anche notare come diminuisce il numero di quanti si attendano una situazione economica invariata da qui a tre anni: ma aumentano quasi in egual misura quanti si attendono  un peggioramento che quanti credono in un miglioramento.

Contrariamente a quelle che potrebbero essere le aspettative, i giudizi sono meno negativi nel settore dell’industria rispetto a quello dei servizi, che può essere dovuto al fatto che questi ultimi stanno ora soffrendo “l’onda lunga” della crisi, ma anche al fatto che le dinamiche della domanda sono diverse: infatti, i servizi si rivolgono per la maggior parte al mercato interno, al contrario dell’industria che può contare sulle esportazioni.

A livello geografico, il pessimismo è minore per le imprese del Nord-est, mentre è più elevato per quelle del centro-sud.

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