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Nonostante la situazione economica non certo favorevole, le famiglie italiane mostrano una buona solidità finanziaria, a quanto emerge dal “Report trimestrale – indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologia finanziaria delle famiglie italiane”, realizzato da ABI in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Tra i trend più rilevanti, l’incremento dei finanziamenti per gli immobili (i mutui, in altre parole), dovuti ad una ripresa del mercato immobiliare, conseguenza del calo di prezzo di diversi immobili e di tassi di interesse a livelli storicamente bassi.  In questo senso, l’indice di accessibilità all’abitazione è ancora in progressivo miglioramento, un trend che dura ormai da due anni (l’indice, lo ricordiamo, misura la possibilità di acquisto della casa da parte della famiglia media, dato l’apporto del credito bancario, dei livelli di reddito e dell’andamento del mercato immobiliare).

Ovviamente — non può essere altrimenti — la solidità delle famiglie è anche frutto di una politica “attenta” (per non dire restrittiva, confrontata con altri paesi) delle banche italiane nell’erogazione dei mutui. Infatti, il rapporto medio tra valore del mutuo e valore dell’immobile in Italia è pari al 65%, mentre la media dell’area euro è del 79% (con  Germania 70%, Irlanda 83%, Spagna 72,5%, Francia 91%, Olanda 101%). Una situazione che da un lato certamente riduce le risorse disponibili per le famiglie italiane, ma allo stesso tempo le protegge dal rischio  di insolvenza.

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