Gli ETF crescono, e ci sono ancora spazi di sviluppo

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Gli Exchange traded fund hanno registrato nel 2010 un’annata decisamente positiva, che segue il già positivo 2009. In termini di patrimonio gestito , gli ETF sono cresciuti globalmente del 27% (Etf Landscape Industry Preview di BlackRock via Morningstar), per toccare un valore di circa 1,3 mila miliardi di dollari. Certamente, c’è un ritorno generale verso i fondi e gli strumenti finanziari di questo tipo, ma la crescita degli ETF è nettamente superiore a quella degli altri strumenti (gli asset dell’Msci World  sono cresciuti del +9,6%).(dati in dollari).

Nonostante questi risultati, gli spazi per una crescita ulteriore degli ETF non mancano, se — come evidenzia un’analisi di Morningstar — vi sono alcune nicchie non coperte.  In particolare, gli analisti di Morningstar evidenziano tre nicchie:

  • A leva nel lungo periodo: Esistono già degli ETF a leva, ma funzionano solo su base giornaliera, che quindi impone una gestione particolarmente attiva per affrontare la volatilità dei mercati (particolarmente elevata nell’ultimo periodo). Un orizzonte, ad esempio, mensile, potrebbe essere di interesse per una certa fetta di investitori privati.
  • Emergenti in valuta locale: gli ETF sui mercati emergenti sono espressi in valute quali dollaro o l’euro. Un ETF nella valuta del paese emergente permetterebbe di “beneficiare” (o di risentire, aggiungiamo) dell’andamento delle valute locali, che attualmente hanno un trend di apprezzamento rispetto all’euro.
  • Obbligazionari a scadenza definita: un ETF di questo tipo replicherebbe un paniere di titoli con scadenza nello stesso periodo (ad esempio, nello stesso anno), raggiunto il quale l’ETF potrebbe restituire sia il capitale che gli interessi maturati ai sottoscrittori. Si tratta di una possibile alternativa all’acquisto di una singola obbligazione, che però consente una diversificazione dell’investimento.

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