La borsa ha voglia di fare festa?

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Nonostante in molti (noi compresi) sottolineino come la situazione economica non possa ancora essere definita rosea, le borse hanno segnato guadagni importanti nell’ultimo periodo, con una sostanziale ripresa di fiducia. Una “incoerenza” che affianca quella tra risultati trimestrali di molte società quotate e dati macroeconomici, che vanno in segni opposti.

A cosa è dovuto questo ottimismo?

Un primo fattore che contribuisce, da non sottovalutare, è anche quello psicologico: in molti sono “stanchi” della crisi, stanchi di essere pessimisti. E quindi “decidono” che è il momento che le cose vadano bene. E comprano. E avviano un circolo virtuoso: gli acquisti infatti fanno salire i prezzi, che attraggono altri investitori.

Ma ci sono anche degli elementi oggettivi, o quantomeno delle “speranze concrete”. Speranze che riguardano i consumatori americani. La questione è che gran parte (alcune stime parlano anche del 40%) dei consumi negli USA si hanno nel periodo Natalizio: dal Giorno del Ringraziamento (fine novembre) ai saldi di gennaio. Fino a questo momento, le vendite sarebbero andate molto bene, soprattutto a confronto del 2009, e c’è ancora più ottimismo per i saldi (anche in questo caso, forse gioca — questa volta nei consumatori –l’effetto psicologico di stanchezza del pessimismo che quindi spinge a consumare nonostante un quadro occupazionale non eccezionale), cosa che sosterrebbe non poco la domanda e quindi le vendite di molte società.

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