Il 10% degli italiani ha il 45% della ricchezza: un dato che si presta ad essere frainteso.

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La Banca d’Italia ha rilasciato gli ultimi dati sulla ricchezza delle famiglie italiane, e sui maggiori quotidiani online ha fatto breccia il dato (abbastanza irrilevante, a nostro parere) relativo al fatto che il 10% delle famiglie italiane deterrebbero circa il 45% della ricchezza totale.

Come abbiamo detto, si tratta di un dato abbastanza poco significativo, e soprattutto che, come è presentato, si offre ad una chiave di lettura distorta (ma che forse fa più audience). Infatti, la concentrazione della ricchezza è meno disomogenea in Italia  rispetto a molti altri Paesi. L’indice di Gini, che appunto misura la “diseguaglianza” nella distribuzione, per l’Italia ha un valore di circa 36, contro il 46 degli USA, tanto per fare un esempio.

Inoltre, l’idea che “tutti debbano avere uguale” (cioè che il 10% della popolazione abbia il 10% della ricchezza) è a nostro parere romantica, ma quantomeno ingenua, e aggiungeremmo anche ingiusta. Nel senso che se uno “merita” di più è giusto che abbia di più (si può chiaramente obbiettare che ciò avvenga efficacemente, ma si tratta di un problema da non confondere), e ancora di più  — dato che, non dimentichiamo, stiamo parlando di ricchezza — se uno risparmia di più, abbia di più da parte.

Se si ammette che è accettabile che tutti abbiano una ricchezza diversa, è perfettamente logico che l’insieme delle persone più ricche detengano una percentuale della ricchezza maggiore della loro rappresentatività numerica.

Inoltre, vale la pena di sottolineare ancora una volta che si sta parlando di ricchezza, che vuol dire Attività Reali + Attività Finanziarie – Passività Finanziarie.  Il che chiarisce ancora di più perché differenze anche sostanziali nella ricchezza non debbono stupire, dato che nel calcolo si considerano anche beni quali gli immobili, ed i debiti.

Per capirci, se io ho 1.000 Euro in banca, e ho appena comprato una casa che vale 100.000 euro e ho debiti (mutui…) per 100.000 euro, la mia “ricchezza” è 1.000 Euro, e quindi sono 101 volte meno ricco di uno che è in condizioni quasi identiche alle mie, ma ha finito di pagare il mutuo, che quindi si trova con una ricchezza di 101.000 Euro (i 100 della casa e gli 1 in banca).

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

3 pensieri su “Il 10% degli italiani ha il 45% della ricchezza: un dato che si presta ad essere frainteso.”

  1. Sinceramente, comincio a pendere i dati di Bankit con le molle: ogni volta che pubblicano qualcosa c’è sempre la “nota metodologica” che specifica la mancanza di qualche dettaglio particolare. Il mese scorso mi hanno costretto a rivedere tutti i dati di un business plan per una nuova banca e… lasciamo perdere va’.

    Molta, forse troppa, prosopopea in quell’istituto.
    E’ solo un problema di mentalità, che (spero almeno) verrà superato con le nuove generazioni …

  2. Sicuramente c’è un problema di “mentalità”, però trovo che speso il problema sia anche come i mezzi di informazione diffondono i dati della Banca d’Italia, “girandoli” in modo da poter farci un titolo, più che a informare.

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