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Vediamo assieme una serie di grafici che abbiamo realizzato sulla base di una rilevazione della Banca d’Italia sulle posizioni in essere a fine giugno 2010 sui contratti derivati over-the-counter (OTC) di un campione composto dai gruppi bancari italiani maggiormente operativi nel comparto.

La rilevazione ha preso in considerazione il valore nozionale e il valore lordo di mercato (positivo e negativo) dei contratti derivati su

  • tassi di cambio,
  • tassi d’interesse
  • azioni e indici azionari (equity-linked), merci (commodities)
  • credit default swaps

Chiariamo alcuni aspetti:

I valori lordi di mercato, che rappresentano un indicatore del rischio di controparte, misurano il costo di rimpiazzo dei contratti in essere qualora questi ultimi fossero stati regolati il giorno della rilevazione. Oltre al valore lordo di mercato sono richieste informazioni anche sul valore di mercato al netto dell’effetto di accordi di compensazione bilaterale o di altri meccanismi tesi alla riduzione del rischio di credito; la grandezza così calcolata configura per le banche segnalanti un’esposizione creditizia, se positiva, oppure una passività, se negativa

Un altra distinzione importante è tra derivati finanziari e Credit Default Swap:

Per derivati finanziari si intendono gli strumenti che coprono dai rischi di mercato: derivati su tassi di cambio; tassi d’interesse; azioni e indici azionari; merci.

I CDS sono contratti bilaterali in cui il soggetto che intende acquisire copertura dal rischio di credito (protection buyer) relativo a una attività finanziaria sottostante (reference obligation) paga un premio al venditore di protezione (protection seller), che a sua volta si impegna ad un pagamento finale in caso di inadempienza da parte del soggetto cui fa capo la reference obligation.

Per quanto riguarda i  derivati finanziari, si ha avuto nel periodo un calo delle consistenze di circa il 5%, appena leggermente maggiore della media dei Paesi  del G-10, che registra un calo è stato di circa il 4% per cento. Il campione rilevato registra un valore lordo di mercato positivo lievemente superiore a quello negativo (235,3 miliardi di dollari contro 232,0).

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I contratti derivati OTC sono posti in essere principalmente (se non quasi esclusivamente) con istituzioni finanziarie: nei cambi si registra la quota di controparti non finanziarie più elevata (10,1%), mentre per i derivati su azioni e quelli su tassi d’interesse la quota è del 8,2% e 5,4%.

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Entrando nello specifico sui derivati su tassi d’interesse, gli interest rate swaps ne rappresentano circa il 69%del valore nozionale, e quasi il  59% del totale dei derivati
“prodotti” dai grandi gruppi bancari italiani. Le opzioni su tassi d’interesse seguono, rappresentando il 17% del valore, davanti ai forward rate  agreements che costituiscono il 14%.

La valuta più utilizzata è l’euro, seguito dal dollaro.

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I contratti derivati su tassi di cambio sono costituiti principalmente da Contratti a termine e swap in valuta, e currency swap, e riguardano principalmente dollaro ed euro.

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Per quanto riguarda la vita residua dei contratti, per quanto riguarda i derivati su tassi d’interesse nel 62% dei casi questa è superiore all’anno. Nel caso dei derivati sui tassi di cambio, la vita residua invece è inferiore all’anno nel 77% dei casi.

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Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

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