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I rendimenti dei titoli di stato italiani hanno avuto una vera e propria impennata nelle aste di questi ultimi giorni, tra cui quella dei BTP decennali e quella dei BOT annuali. Per quanto il maggior rendimento possa apparire un beneficio per gli investitori ed i risparmiatori, in realtà va letto — soprattutto in questo caso — come un sintomo di tensione dei mercati, che percepiscono un aumento del rischio legato al debito italiano (ma si può dire al debito sovrano in generale), che quindi deve essere compensato da un rendimento maggiore: per dare un’idea, il rendimento dei  BTP decennali nell’asta del 28 di ottobre era del 3,89%, schizzato a 4,43% a novembre, pur avendo anche la medesima scadenza dei precedenti (1 marzo 2021).

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