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Nei giorni scorsi sono state presentate le linee guida per la standardizzazione dei fondi comuni. Si tratta di una standardizzazione non tanto dal punto di vista finanziario quanto dal punto di vista tecnico, in termini di protocolli e processi. Aspetti che possono sembrare secondari, ma finora hanno spesso costituito degli ostacoli a volte insormontabili per la trasparenza e soprattutto la “portabilità” dei fondi.

Le linee guida sono frutto di dieci mesi di lavoro che hanno coinvolto ABI, Anasf, Assogestioni, Assoreti e Assosim su incarico di Consob e Banca d’Italia.

Grazie a questa standardizzazione, il rapporto tra gestore e distributore diventa basato sulla scelta della qualità dei prodotti (o delle caratteristiche della distribuzione): finora entrava anche in gioco l’aspetto tecnico, che costringeva di fatto i distributori a proporre i prodotti solamente di alcuni gestori, e viceversa ai gestori di poter distribuire i loro prodotti solo tramite certi canali. Una situazione che, se per certi versi può “fidelizzare” il rapporto gestore-distributore (ma la fidelizzazione forzata non è mai positiva), limita la concorrenza ed aumenta i costi.

Le linee guida dovrebbero essere implementate entro fine 2011, data in cui finalmente gli investitori potranno beneficiare del lavoro svolto dal Tavolo Tecnico: in particolare, i benefici attesi riguardano una diminuzione dei costi, un aumento dei prodotti di investimento disponibili tra cui scegliere, ed una maggiore velocità nell’esecuzione delle operazioni.

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