L’evoluzione del “rischio sovrano”

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Il seminario organizzato da Banca IFIS nei giorni scorsi (VIII Pan European Banking Meeting, organizzato da Banca IFIS con Assiom Forex e rivolto ai membri di Assiom Forex e di ACI – The International Financial Market Association. Tema del workshop), ci offre qualche spunto sul tema del rischio legato al “debito sovrano”.

Infatti, gli ultimi mesi hanno portato ad una sorta di rivoluzione nel modo di approcciarsi al debito degli Stati, che fino a prima veniva considerato sostanzialmente a rischio nullo, soprattutto se si parla di nazioni cosiddette “sviluppate”. Al massimo, il default poteva essere considerato una possibilità concreta per qualche piccolo “Paese Emergente”.

Ora vi è da parte degli investitori una consapevolezza che il default di uno Stato (anche “sviluppato”), per quanto evento poco probabile non è un evento impossibile.

Una consapevolezza che potrebbe avere implicazioni anche importanti, dato che questo si traduce facilmente nella richiesta da parte dei mercati, di un maggiore “premio di rischio”, e in una potenziale maggiore volatilità dei cambi.

Del resto, dobbiamo notare come l’idea di “impossibilità del default” è tra le cause stesse che hanno portato a trasformare il default in una eventualità più concreta, dato che molti governi non si sono preoccupati adeguatamente di tenere in ordine i conti pubblici, appunto perché tanto “uno stato evoluto non finirà certo in default”.

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