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Google ha sicuramente rivoluzionato internet, e con esso molti aspetti del modo di vivere, rendendo la tecnologia fruibile in modo semplice e pervasivo. E adesso potrebbe portare una piccola rivoluzione anche nell’economia. Già perché Google sta sviluppando il “Google Price Index”, un indicatore che ha lo scopo l’andamento dei prezzi dei prodotti venduti online. Il riferimento esplicito è al Consumer Price Index,  l’indice ufficiale che misura l’inflazione.

Il vantaggio del sistema di Google — che sfrutta ovviamente l’enorme mole di dati che Google monitora — è che è in grado di misurare l’andamento dei prezzi in tempo reale o quasi, in modo automatico. Il Consumer Price Index (come del resto tutti gli altri indici di misura dell’inflazione dovunque nel mondo) invece si basa su rilevazioni manuali di incaricati che si recano presso vari punti vendita e manualmente poi inseriscono i prezzi che trovano. Intuitivo quindi come mai il dato sull’inflazione possa essere reso disponibile solo con settimane di ritardo.

L’altro vantaggio è che online i prezzi sono spesso più “reali” nel senso che sono già comprensivi di sconti e promozioni, mentre nei negozi capita che il prezzo di listino esposto non corrisponda a quello effettivo di vendita, ma sia più elevato.

Il “GPI” potrebbe quindi gettare nuova luce sul reale andamento dei prezzi, e infatti Hal Varian, chief economist di Google, spiega che il Google Price Index mostra gli USA in deflazione (un dato che confermerebbe le preoccupazioni sullo stato di salute dell’economia americana),  al contrario del CPI che invece mostra prezzi in crescita dello 0,9%.

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