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Il continuo aumento del prezzo dell’oro, con molti investitori che lo scelgono come bene-rifugio per l’inaffidabilità percepita di alcune monete “tradizionalmente sicure”, come il dollaro, ci dà l’occasione di tornare su un argomento importante ma spesso frainteso.

Infatti, molti sembrano investire sull’oro perché ritenuto una sorta di moneta “naturale”, con un valore intrinseco più affidabile di quello delle monete “convenzionali”.

Basta un minimo di riflessione, però, per rendersi conto che l’oro di valore intrinseco ne ha ben poco: la questione è semplicemente che tradizionalmente è sempre stato usato come moneta, e questo spinge a cadere nell’equivoco che non sia una moneta ma un qualcosa che vale di per sé.

Proprio il “valore reale” sostanzialmente nullo dell’oro (trascurando l’uso industriale) ha spinto anche alcuni a cadere nell’equivoco che il valore della moneta convenzionale debba essere in qualche modo collegata alle riserve in oro del governo o della banca centrale. Ma questo equivale a sostenere che le emissioni di euro debbano essere garantite da riserve in lire.

Ogni moneta – oro incluso – ha valore esclusivamente in relazione ai beni che consente di acquistare. E la prossima volta che vi viene il dubbio che l’oro abbia un valore intrinseco, immaginate di trovarvi su un’isola deserta: preferireste avere due lingotti d’oro oppure un container di cibo?

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. Dimentichi solo un piccolo particolare.
    L’oro è l’unica moneta che nessuna banca centrale può stampare ;)

  2. Ti faccio un’altro esempio: siamo sulla stessa isola deserta e tu hai un container di cibo.
    Io ho un fucile mitragliatore.
    Chi di noi avrà fame?

  3. Scusa, ma mi pare che l’esempio del mitragliatore non c’entri proprio nulla.
    Il valore che invece attribuisci all’oro è puramente legato alla tradizione, non certo a un valore intrinseco.
    Il valore in una transazione è nei due estremi: se io ho delle mele, e tu delle mele, e vogliamo scambiarle, il valore è solo nelle mele e nelle pere. Se per comodità (ad esempio perché non possiamo fare lo scambio in contemporanea) usiamo un qualsiasi “intermediario”, il valore rimane nelle pere e nelle mele, e l’intermediario vale solo in relazione al “diritto” che crea. Indipendentemente che sia oro, cartamonete, bit o patate.
    Non mi pare di dire nulla di straordinario se dico che l’oro vale solamente in relazione a quello che ci puoi comprare, e cioè a quello che gli altri sono disposti a darti in cambio dell’oro. Quindi, l’oro sostanzialmente ha solo un valore convenzionale…

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