“Estate Fineco”: 2 settimane di premi per chi porta un amico

Dal 28 luglio fino al 10 agosto 2010 Fineco ripropoene l’iniziativa “Invita un amico“, che ha avuto un significativo successo nelle edizioni passate.

Sia chi “porta” un amico che l’amico che apre il conto Fineco in questo periodo riceve un premio, a scelta tra:

  • carta usa e getta con 60 euro di credito
  • bonus di 200 euro di commissioni investimento
  • un anno di conto gratuito.

L'”amico” avrà inoltre diritto ad un anno di conto gratis, in aggiunta al premio scelto.

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Dal 1 settembre aumenta il tasso di Rendimax, sale al 2,10%

Era un po’ di tempo che eravamo abuitutati, anzi rassegnati, ad una continuo taglio dei tassi di interesse. Fortunatamente, la stagione dei continui ribassi sembra essere giunta al termine: Banca IFIS ha annunciato che dal 1° di settembre sarà apportato un rialzo dello 0,25% lordo sui tassi di interesse, che salirà dunque al 2,09% (2,10% tenendo conto della capitalizzazione trimestrale), il nuovo tasso sarà dunque pari dunque al 1,533% netto, e si applicherà a tutti i clienti, sia vecchi che nuovi.

Un rialzo che vuole essere anche una conferma di quella che era la “mission” che si era proposto più o meno esplicitamente Rendimax: essere il conto di deposito che offre la più alta remunerazione nell’ambito della sua categoria (al netto delle promozioni), sulla quale ultimamente qualcuno iniziava ad avere qualche dubbio dato che Rendimax stava finendo con l’essere un conto “nella media”.

Anche i tassi di interesse per il conto di deposito vincolato (Rendimax Vincolato, appunto), vedranno analoghi rialzi. I nuovi tassi saranno dunque i seguenti:

  • Rendimax Vincolato 30 giorni: 2,25% (1,642% netto)
  • Rendimax Vincolato 60 giorni: 2,30% (1,679% netto)
  • Rendimax Vincolato 90 giorni: 2,40% (1,752% netto)
  • Rendimax Vincolato 180 giorni: 2,50% (1,825% netto)
  • Rendimax Vincolato 270 giorni: 2,60% (1,898% netto)
  • Rendimax Vincolato 365 giorni: 2,75% (2,007% netto)

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ABI: i segnali di ripresa si rafforzano

Secondo i dati del rapporto di previsione AFO per il prossimo triennio, presentato nei giorni scorsi dall’ABI, i segnali di ripresa vanno consolidandosi, con le banche italiane che mostrano una buona tenuta, anche se il trend delle sofferenze è — inevitabilmente — in crescita: +40% atteso per il 2010, +12% per il 2011. Anche il ROE del settore bancario torna ad essere in crescita (atteso un passaggio al 3,6% nel 2011 e al 4,5% nel 2012), ma si tratta di valori che sono comunque circa la metà di quelli registrati prima della crisi.

Per quanto riguarda il quadro macroeconomico, il rischio maggiore per la ripresa (ma anche qui, non è una sorpresa) è dato delle incertezze sui mercati internazionali, dovute ai timori di “contagio” delle difficoltà dei Paesi con problemi di sostenibilità del debito pubblico. Volendo vedere però il bicchiere mezzo pieno, si può evidenziare come questi timori non si traducano in un ritorno alla recessione, ma in una prospettiva di ripresa meno forte rispetto alle attese: l’attesa per la crescita del PIL in Italia è dello 0,9% quest’anno e di poco oltre nel 2011-12 (+1,2%). Un dato positivo, ma non dimentichiamo che veniamo da un un calo complessivo del 6,3% nel biennio 2008-09.

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Le carte prepagate CartaSi ora si possono ricarciare nelle ricevitorie Sisal

Da qualche settimana, CartaSi e Sisal Holding Finanziaria  hanno siglato un accordo che permette di usufruire del servizio di ricarica delle carte prepagate CartaSi nelle circa 40mila ricevitorie Sisal. Questa nuova modalità di ricarica si aggiunge agli altri canali già attivi: il web, gli SMS, le filiali, gli ATM.  Il titolare della carta può scegliere tra i diversi “tagli” di ricarica disponibili. L’operazione prevede una commissione di 2,50 Euro a ricarica.

Le carte prepagate stanno riscuotendo sempre più successo in Italia: CartaSi indica un totale di 600.000 persone titolari di prepagate CartaSi. Alla base del successo, il fatto che non sia necessario un conto corrente di appoggio e i canoni siano molto ridotti, quando non addirittura assenti. Inoltre sono spesso disponibili sistemi di sicurezza quali la notifica via mail o sms delle operazioni svolte.

Le carte prepagate possono essere suddivise in due grandi famiglie: le carte prepagate nominative e quelle anonime. Le prime hanno la possibilità di definire un’alta capacità di spesa, in grado di soddisfare pressoché qualsiasi esigenza, le seconde grazie ad una distribuzione semplificata, possono essere ottenute facilmente e comodamente (anche direttamente a casa del cliente).

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Giustizia in Italia: manca la cultura?

Le polemiche sulla non obbligatorietà della prigione per i sospetti di reati sessuali sono, a nostro parere, un’ulteriore dimostrazione del fatto che in Italia c’è un approccio “confuso” sulla giustizia.

In particolare, in questo caso si fa per l’ennesima volta confusione tra sospetto, indagine e condanna. Il principio che non si può condannare qualcuno prima che ne sia definita la colpevolezza non dovrebbe essere certo sorprendente (tanto più che non viene messo in dubbio il fatto che debbano essere imposte misure restrittive in caso di pericoli di fuga o di reiterazione del reato). Pretendere la condanna per un sospetto, o anche per l’avvio di un’indagine, è un segnale di una pericolosa mancanza di consapevolezza delle reali problematiche della giustizia. E va aggiunto che il mondo dell’informazione contribuisce non poco a questa confusione, dato che — a volte anche solo per ricercare sensazionalità — le indagini vengono spesso tramutate in condanne a priori.

Il punto semmai è un altro, e cioè la durata infinita dei processi in Italia, che li rende alla fine inguisti sia per gli indagati che per le vittime, e lede il principio della certezza della giustizia. Un problema che non riguarda solamente l’ambito penale, ma anche (se non ancor più) quello civile:  non a caso, proprio le problematiche della giustizia in Italia sono  considerate uno dei principali freni all’investimento da parte di soggetti stranieri.

Ma chiaramente, la soluzione non può essere quella di rendere le condanne indipendenti dalle sentenze, ma piuttosto quella — indubbiamente più difficile — di migliorare l’efficacia e l’efficienza del sistema giudiziario.

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L’industria del Forex Trading: il caso eToro

Con un giro d’ affari giornaliero di oltre 3.2 trilioni di dollari, secondo le stime della banca che regola le intermediazioni finanziarie internazionali ,è divenuto rapidamente il piu grande mercato finanziario con il più alto tasso di liquidità. Tuttavia si tratta di un mercato cha ha finora consentito un’ accesso molto ristretto agli operatori privati dal momento che abitualmente utilizza la terminologia e le procedure che possono richiedere anni di esperienza per essere comprese.

eToro ha sviluppato un’ accurato software per il Forex Trading, per l’ utilizzo da parte di novizi e veterani per mezzo di un’ interfaccia facile da usare e per numerose altre caratteristiche che rendono il vasto mondo di Forex Trading accessibile ai nuovi operatori. La piattaforma di eToro facile da usare, permette al commercio di valuta estera un approccio estremamente intuitivo attraverso il suo ampio uso di strumenti grafici. La piattaforma di eToro è stata anche concepita per fare del commercio Forex un’ esperienza comune a tutti,con caratteristiche come chat pubbliche e privati,forum e campionati.

La possibilità che offre eToro di acquisire esperienze commerciali tramite l’ utilizzo di denaro virtuale,rende questa piattaforma estremamente interessante per i trader principianti,in quanto permette di esercitarsi senza il rischio di perdere denaro. In questo modo,i novizi possono ottenere una fondamentale comprensione del mondo Forex,ancor prima di cimentarsi con il proprio denaro. Inoltre eToro rende l’esperienza di apprendimento flessibile e indolore,sostituendo I complessi grafici e il gergo per cui il mercato Forex è diventato famoso,con istruzioni passo per passo,tutorial,supporto professionale e rappresentazioni grafiche di attività commerciali.

eToro ha pensato alla possibilità di combinare tutti i vantaggi del mercato Forex, vale a dire la sua scala , la sua liquidità e la sua varietà di opportunità, con tutti i vantaggi della tecnologia on-line, al fine di creare un facile accesso a un enorme e complesso settore.

Nel complesso, eToro ha prodotto l’ultimo ambiente commerciale, dove si può imparare, sviluppare, comunicare, e crescere a seconda dei bisogni individuali.

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Le prospettive del mercato immobiliare e dei mutui

Secondo i dati di uno studio dell’Area Research di Banca Monte dei Paschi di Siena, l’Italia è il paese europeo che ha registrato la flessione più contenuta dei prezzi nel periodo di crisi. Il dato non è una sorpresa, dato che è noto che il mercato immobiliare del nostro Paese era meno “gonfiato” di quello di paesi quali Spagna o Regno Unito (tanto per citare casi eclatanti).

La prima parte del 2010 mostra una ripresa del mercato immobiliare, in termini di volumi di compravendite (+3,4% a/a nel I trim.10) con un rialzo del settore residenziale ancora superiore (+4,2% a/a.). Non si può però ignorare che la crescita è anche “figlia” del livello minimo di vendite toccato proprio nel I trimestre del 2009. Le attese degli operatori sono per una stabilizzazione del settore: la ripresa dovrebbe arrivare più dalle compravendite (attese in un range tra  0% e + 2%) che dai prezzi (attesi invece in un range tra 0% e -2%).

Strettamente correlato è il tema del mercato dei mutui, che nel I trimestre segna un +7,6% rispetto all’anno precedente. Il tasso fisso “arretra” leggermente in termini di scelte, con il tasso variabile che la fa da padrone (scelto dal 74% dei clienti): un fatto che però (come abbiamo sottolineato già diverse volte in passato) potrebbe penalizzare chi non ha fatto una scelta adeguatamente ragionata del tipo di tasso. Infatti, le stime di Area Research di MPS sono per un tasso variabile che dovrebbe salire dello 0,40% verso fine anno, contro un +0,20% atteso per i tassi fissi — diminuendo così anche lo spread fra i due, che verso fine anno dovrebbe scendere attorno all’1,9%.

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Mutui: Banca Sella propone l’estinzione “fai da te”

Il Gruppo Banca Sella ha introdotto una interessante e pensiamo utile funzionalità, che consente al cliente di pagare in anticipo una o più rate direttamente dal proprio internet banking. Il pagamento anticipato consnte di  risparmiare sugli interessi, e ovviamente ridurre la durata del finanziamento.

Il meccanismo è molto semplice, dato che per usufuire di questo servizio è sufficiente che i clienti indichino via internet, nella sezione “mutuo” del servizio di internet banking, il numero di rate che intendono saldare in anticipo.

Grazie a questo nuovo servizio – spiega l’ufficio crediti del Gruppo Banca Sella – i clienti potranno pianificare liberamente e facilmente, senza mai dover andare in banca, di ridurre il proprio mutuo in base alle proprie disponibilità del momento e al proprio bilancio familiare”.

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I consumatori diventano “infedeli”

Uno studio di Accenture-GPF mostra come sia notevolmente calata la fedeltà dei consumatori alle marche, scesa  (forse anche complice la crisi) dal 61% al 48%.

Un cambiamento che indica una maggiore attenzione ed una maggiore consapevolezza dei consumatori sul fatto che, con un po’ di sforzo, è possibile ottenere vantaggi significativi scegliendo il “fornitore” più conveniente. In particolare, sembra emergere questa tendenza soprattutto nei settori del credito bancario, dell’energia e delle telecomunicazioni: guardacaso, i settori storicamente caratterizzati da strategie di confusopolio.

Un’implicazione importante di questo trend è che crea una spinta di mercato verso la trasparenza: infatti, un’offerta deve essere facilmente comprensibile per poter essere confrontabile. E il consumatore “infedele” scarta le offerte che non può confrontare. In un contesto del genere quindi, banche/assicurazioni/operatori telefonici devono fare proposte trasparenti perché altrimenti rischiano di non vendere. Una motivazione molto più efficace di qualunque regolamentazione o legge immaginabile…

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Attenzione all’uso dei prestiti per pagarsi le vacanze

Estate, periodo di agognate ferie. Ma la crisi economica pesa sulle tasche. La strada che più di qualcuno sceglie è quella di ricorrere a prestiti per finanziarsi le vacanze.

Una scelta che però non esitiamo a definire “pericolosa”, dato che questo uso dei finanziamenti spesso lascia intendere un fraintendimento di quello che dovrebbe essere l’uso corretto dei finanziamenti, spianando la strada verso un pericoloso abuso dei prestiti personali. Infatti, i prestiti possono essere usati in modo “sano” solo per fare fronte a temporanee limitazioni della liquidità, e non a mancanza di risorse. In altre parole, la il tutto funziona solo se il prestito viene richiesto per risolvere il problema  “i soldi mi arriveranno nel prossimo futuro” e non il problema “non posso permetterlo“. Se c’è il dubbio che si sia in questo secondo caso, o se non si ha ben chiaro “che cosa si sta facendo”, meglio rinunciare a chiedere il prestito, soprattutto in casi non “di vita o di morte” come una vacanza.

Solo in alcuni casi particolari, la scelta di richiedere un prestito per finanziare una vacanza è giustificabile, e per certi versi preferibile. Si tratta di quelle che potrebbero essere definite le vacanze “non comuni” come possono essere i viaggi di nozze, oppure comunque una vacanza “speciale” che non si fa ogni anno (e magari neppure ogni pochi anni), e idealmente per le quali si è già messo da parte una quota significativa del capitale. Ecco che in questi casi il prestito può effettivamente essere usato per una gestione della liquidità, dilazionando il pagamento (che però si sa che si è in grado di fare, dato che si sono già accantonate le risorse).

In questi “casi particolari” rimane valida la regola di informarsi accuratamente sulle condizioni del prestito, e confrontare il maggior numero di alternative disponibili, in modo da trovare una soluzione idonea alle proprie esigenze e possibilità.

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Il problema dell’economia italiana sono gli ingegneri con ruoli dirigenziali?

Un titolo un po’ provocatorio, per affrontrare un tema interessante, e cioè le competenze del “management” (virgolettato non a caso) delle imprese italiane, soprattutto piccole e medie. E’ ampiamente assodato che uno dei limiti delle imprese italiane è dato dalla mancanza di un vero management, con le imprese che sono guidate spesso con un approccio padronale dove il “padrone” è prima di tutto un esperto della tecnologia e del prodotto che l’azienda utilizza. Un fatto per certi versi necessario per la nascita dell’impresa, ma non è detto che sia un elemento favorevole per la sua crescita. Soprattutto quando poi la tendenza è quella di circondarsi di altri tecnici.

Guidare un’azienda è una cosa ben diversa dal conoscere “la tecnica”. Il fatto che una persona sappia tutto delle materie plastiche, non vuol dire che sappia comprendere le esigenze del mercato, che sappia fare un piano di business efficace o che abbia buone capacità di “gestione” dei collaboratori. Elementi come il marketing (“vero”, strategia, non frainteso come “pubblicità”) o il controllo di gestione non sono un qualcosa in più di cui basta apprendere i rudimenti a tempo perso, e sono importanti lacune nelle PMI italiane.

La tendenza di molte aziende italiane è però quella di “intasare” i ruoli dirigenziali di “ingegneri”, molto più che in molti altri Paesi, di figure competenze prevalentemente tecniche, con il risultato che spesso questi tecnici si trovano a dover occuparsi (non troppo bene) di aspetti di gestione, e trascurare gli aspetti sui quali invece hanno competenze (la tecnica  e la tecnologia), con il risultato che le imprese funzionano in modo un po’ meno efficiente.

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Investire nell’assicurazione sulla vita: si ma attenzione al tipo misto

L’assicurazione sulla vita di tipo misto consiste in una combinazione tra le assicurazioni per il caso morte e le assicurazioni per il caso vita. Con questo tipo di polizza la compagnia paga la rendita o il capitale sia in caso di sopravvivenza sia in caso di morte dell’assicurato. Teoricamente questo tipo di assicurazioni consentono di unire risparmio e previdenza e di garantire in ogni caso un capitale, ma nella maggior parte dei casi è consigliato tenere separate le due cose.

Molti assicurati, sperando in grandi guadagni e in una copertura totale, restano delusi da questo tipo di assicurazioni, promosse spesso tramite preventivi assicurazioni particolarmente convenienti. Queste polizze sono infatti in realtà molto complesse e delicate, e convenienti solo in rari casi – poichè uniscono la tutela del rischio con i fondi di investimento. In realtà si tratta di due cose molto diverse e per questo motivo le vere e proprie polizze assicurative (come l’assicurazione sulla vita caso morte) e gli investimenti di capitali andrebbero sempre tenuti separati.

Spesso però, anche per motivi di convenienza, le compagnie assicurative tendono a sopravvalutare la convenienza di questo tipo di polizze non informando come si deve il cliente che poi resterà inevitabilmente deluso. Per questo motivo, trattandosi di assicurazioni più complesse e costose delle altre, consigliamo di meditare bene sulla decisione di stipularle e di leggere con la massima attenzione il contratto.

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I mutui: un confronto nell’area Euro

Il Centro Studi e Ricerche dell’ABI ha condotto un’analisi sul settore immobiliare e dei mutui, che offre numerosi spunti interessanti per capire meglio come funziona il mercato dei mutui.

Innanzi tutto, c’è la conferma che il costo della raccolta è determinante per il livello dei tassi sui mutui. Un fatto reso evidente dagli ultimi mesi della crisi finanziaria: infatti, in precedenza era presente un trend di livellamento dei tassi dei mutui nell’area Euro, interrottosi proprio quando si è interrotto il trend di livellamento del costo della raccolta — come conseguenza della corsa verso i Paesi in condizioni economiche migliori e dalla “fuga” dei capitali dai paesi con economie meno stabili.

Inoltre i tassi mostrano una forte influenza dal rapporto tra il finanziamento e il valore dell’immobile: questo perché maggiore è la percentuale, maggiore è il rischio cui si espone chi presta il capitale.

Un altro aspetto determinante, che però viene generalmente sottovalutato, è l’efficienza della giustizia civile, che mostra una netta correlazione con il tasso di interesse dei mutui. Il motivo è del resto logico, dato che una giustizia inefficiente implica costi maggiori in caso di inadempienze. Il Centro Studi di ABI in questo senso stima che i tassi italiani “pagano” 50 punti base (lo 0,50%) per l’inefficienza della giustizia.

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Conto Arancio al 2,60% per chi unisce Conto Corrente Arancio

ING Direct lancia una nuova promozione, che consente di ottenere una remunerazione del 2,60% lordo sulle somme lasciate depositate per 12 mesi su Conto Arancio. L’iniziariva è dedicata a quanti entro il 31 agosto uniranno il conto deposito Conto Arancio al Conto Corrente Arancio, indipendentemente siano “vecchi” oppure  “nuovi” clienti.

La promozione, come è facile intuire, ha lo scopo di fare conoscere i vantaggi del conto “low-cost” Conto Corrente Arancio, anche in abbinamnento con Conto Arancio, e sarà accompagnata da una campagna promozionale che punterà in particolare a sottolineare l’Indice Sintetico di Costo (ISC) del conto: zero.

Inoltre, ING innova anche la comunicazione con il cliente: a breve sarà infatti attivato un canale Skype per consentire una comunicazione più diretta e più semplice tra il cliente e la banca.

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