Investimenti esteri diretti: l’Europa “tira” nonostante tutto (l’Italia un po’ meno…)

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Secondo il World Investments Prospects (WIPS), rapporto diffuso dalle Nazione Unite sulla base di sondaggi effettuati su un campione di 241 aziende multinazionali, l’Europa rimane una delle principali mete degli investimenti esteri diretti (FDI – Foreign Direct Investments) anche per il biennio 2010-2011, che sono attesi in ripresa dopo la pesante contrazione per effetto della crisi (al primo trimestre del 2009, gli FDI hanno segnato -57% anno su anno nei paesi sviluppati e -45% nei paesi emergenti).

I paesi della UE che sono maggiormente in grado di attrarre investimenti sono la Germania e la Francia, grazie a manodopera specializzata, “talenti”, un contesto istituzionale stabile ed orientato agli affari, e la qualità delle infrastrutture. E’ interessante notare come dal rapporto emerge come l’effetto di incentivi concessi alle imprese e della facilità di accesso al mercato dei capitali abbia un ruolo marginale sulla localizzazione degli investimenti.

L’Italia purtroppo lamenta una certa difficoltà ad attrarre gli investimenti, dato che sconta un gap rispetto a paesi quali Francia e Germania sulle tecnologie avanzate e non  non può sfruttare fattori quali il lavoro a basso costo, o un forte tasso di crescita del mercato, che sono ormai esclusiva delle economie emergenti. Per quanto vada riconosciuto che l’attrattività dell’Italia non è pessima (secondo le stime dell’ Economist Intelligence Unit, nel periodo 2007-2011 l’Italia è al decimo posto, dopo USA, UK, Cina, Francia, Belgio, Germania, Canada, Hong Kong e Spagna), ma è indubbio che bisognerebbe fare di più anche per gli effetti che investimenti esteri potrebbero avere sulla crescita.

Secondo un’analisi del Servizio Research di Banca Monte dei Paschi di Siena, i settori che potrebbero avere un maggiore sviluppo in termini di attrazione di investimenti sono quelli del manifatturiero (chimico/farmaceutico, elettronica/elettrotecnica, meccanica di precisione), ma ci sono opportunità anche per le utilities, i trasporti ed i servizi alle  imprese.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

2 pensieri su “Investimenti esteri diretti: l’Europa “tira” nonostante tutto (l’Italia un po’ meno…)”

  1. A mio avviso l’Italia non attira gli investitori stranieri perchè manca di interlocutori certi e affidabili, probabilmente la corruzione e l’illegalità sono rilevanti, in caso di disputa legale i tempi per la risoluzione sono troppo lunghi. Unitamente alla burocrazia, sono tutti ostacoli che frenano il nostro sviluppo.

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