Crisi? Non per il divertimento: boom di presenze nei parchi giochi italiani

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Nonostante la crisi economica, il settore del divertimento, ed in particolare dei parchi giochi, è cresciuto in Italia nel 2009, con un fatturato che ha segnato un +11,4%,  rispetto all’anno precedente, secondo i dati dell’Area Research di Banca Monte dei Paschi di Siena. Nei primi 9 mesi del 2009, sono infatti stati venduti un totale di 11 milioni di biglietti — 500.000 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Quello dei parchi giochi è un settore che dimostra una elevata solidità a livello mondiale, che hanno globalmente subito solamente una leggerissima flessione (i primi 25 parchi del mondo hanno totalizzato nel 2009 185,6 milioni di visitatori, contro i 186 del 2008). Del resto, in Italia i parchi di Gardaland e Mirabilandia si collocano tra le 20 mete più gettonate dai turisti.

Si tratta di un settore che viene quindi giudicato molto interessante anche in termini di possibili investimenti, anche in ottica dalle attese per la ripresa dei consumi (è stimato un +2,6% nel triennio 2010-2013). Basti pensare che Gardaland  dovrebbe investire 10-15 milioni di Euro per un nuovo rollercoaster, o che Mirabilandia ha investito 27 milioni nel biennio 2008-2009.

Un settore che dunque sembra “ignorare” la crisi anche dal lato degli investimenti, fondamentali per proporre un “buon prodotto” —  e quindi mantenere solidità — nel medio-lungo periodo

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