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I pessimi risultati delle borse di venerdì hanno preoccupato molti: si tratta di un segnale che l’economia è destinata a “sprofondare” di nuovo?

In realtà, probabilmente la questione è leggermente diversa. Infatti, non si può guardare ai risultati di venerdì  senza  quelli dei giorni precedenti. E così, oltre al -5,17% del FTSE MIB di venerdì, senza guardare anche al +11,28% di lunedì (che non è stato “riassorbito” nei giorni successivi se non in minima parte). A nostro parere il recupero di lunedì è stato eccessivo, guidato dall’ottimismo più che dai fatti: e dopo un paio di giorni in molti hanno deciso di monetizzare quel guadagno (è utile notare che siamo comunque sopra i minimi della settimana precedente). Infatti, i valori di borsa ci sembrano ancora decisamente alti, in relazione alle prospettive di utili “sani e sostenibili” che sarebbero ragionevoli. Abbiamo spesso ripetuto che la ripresa delle quotazioni ci sembrava più figlia una ripresa delle “worst practices” in materia finanziaria, più che di un risanamento dell’economia.

Per estrema semplicità di comprensione, è utile guardare le cose “lato consumatore” (che però è quello che alla fine genera direttamente o indirettamente la domanda, e quindi gli utili delle imprese) è solo fino ad un certo punto banale  dire che l’impressione diffusa è che ora come ora molte cose sembrino molto costose, rispetto al reddito. E gli immobili sono l’esempio più facile (il che vuol dire che forse tutto l’indotto del settore — compresi i servizi finanziari — non può continuare ad avere una crescita analoga a quella avtua finora).

Quindi una correzione dei valori, anche importante come quella di venerdì, non è di per sé “drammatica”, e non deve gettare nel panico. Certamente, deve rimanere la consapevolezza che il periodo di difficoltà economiche non è un capitolo chiuso, e soprattutto, che non è pensabile che “tutto torni come prima”.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

I pessimi risultati delle borse di venerdì hanno preoccupato molti: si tratta di un segnale che l’economia è

destinata a “sprofondare” di nuovo?
In realtà, probabilmente la questione è leggermente diversa. Infatti, non si può guardare ai risultati di

venerdì  senza  quelli dei giorni precedenti. E così, oltre al -5,17% del FTSE MIB di venerdì, senza guardare

anche al +11,28% di lunedì (che non è stato “riassorbito” nei giorni successivi se non in minima parte). A

nostro parere il recupero di lunedì è stato eccessivo, guidato dall’ottimismo più che dai fatti: e dopo un paio

di giorni in molti hanno deciso di monetizzare quel guadagno (è utile notare che siamo comunque sopra i minimi

della settimana precedente). Infatti, i valori di borsa ci sembrano ancora decisamente alti, in relazione alle

prospettive di utili “sani e sostenibili” che sarebbero ragionevoli. Abbiamo spesso ripetuto che la ripresa

delle quotazioni ci sembrava più figlia una ripresa delle “worst practices” in materia finanziaria, più che di

un risanamento dell’economia.

Per estrema semplicità di comprensione, è utile guardare le cose “lato consumatore” (che però è quello che alla

fine genera direttamente o indirettamente la domanda, e quindi gli utili delle imprese) è solo fino ad un certo

punto banale  dire che l’impressione diffusa è che ora come ora molte cose sembrino molto costose, rispetto al

reddito. E gli immobili sono l’esempio più facile (il che vuol dire che forse tutto l’indotto del settore —

compresi i servizi finanziari — non può continuare ad avere una crescita analoga a quella avtua finora).

Quindi una correzione dei valori, anche importante come quella di venerdì, non è di per sé “drammatica”, e non

deve gettare nel panico. Certamente, deve rimanere la consapevolezza che il periodo di difficoltà economiche

non è un capitolo chiuso.

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