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Abbiamo spesso ripetuto, quasi fastidiosamente, che la ripresa in atto non è “stabile”. Un dato interessante in merito viene dagli analisti di Citi, che evidenziano come il 40% del PIL mondaile sia oggi realizzato da Paesi che hanno deficit dal 10% in su.

Non serve ricordare che un deficit elevato comporta grosse problematiche di sostenibilità. Il che vuol dire che potrebbe anche essere tollerabile per un periodo molto limitato, ma poi conduce prima ad un rallentamento dell’economia (perché i debiti costano) e potenzialmente ad un collasso se il debito diventa incontrollabile.

L’interrogativo è quindi quanti Paesi abbiano in mente una strategia di rientro di questo deficit: il rischio altrimenti è che nel giro di pochi anni (e forse anche molto pirma, ad esempio se vi fosse un “contagio” della crisi Greca) molti Paesi si trovino in difficoltà, anche sulla base di una semplice considerazione, e cioè che si può prendere a prestito solo se c’è qualcuno che dà a prestito, e di conseguenza in presenza di molti paesi con grossi debiti ci si troverebbe di fronte a difficoltà (un costo più alto) per il reperimento dei capitali.

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