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Si parla spesso della crescente fiducia dei consumatori USA, un fattore portato ad indicare che la crisi economica è passata e ora siamo ormai incamminati sulla ripresa (siamo “perché” c’è fiducia che la ripresa americana faccia da motore per quella del resto del mondo, cosa che non è in realtà così scontata).

L’ottimismo non è così elevato se è vero che circa il 12-13%  dei consumatori che hanno un abbonamento pay-tv “taglierà” l’abbonamento nel 2010, rinunciando del tutto alla pay-tv oppure comunque passando a piani di “base” gratuiti o quasi.

Negli USA sono circa il 90% le famiglie che hanno un qualche tipo di Pay-Tv (per la maggior parte, il via cavo), per cui non stiamo parlando di un fenomeno marginale che coinvolge una nicchia della popolazione, ma di un fenomeno di massa, di un abitudine diffusa alla cui era inconcepibile rinunciare solo fino a pochi mesi fa.

Ovviamente, si tratta di un fenomeno complesso, non imputabile solo alla crisi (la concorrenza di altri media — internet — ha sicuramente un ruolo), ma a nostro parere evidenzia una tensione sul tagliare le spese “non indispensabili” che è quasi insolita per i consumatori americani.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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