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I rendimenti dei BOT annuali sono tornati a salire, toccando nell’asta di ieri il 1,442%, il valore più alto da più di un anno a questa parte. Finalmente, dirà qualcuno: in realtà, però, è fin troppo facile fare il collegamento tra questo picco del rendimento e le preoccupazioni circa l’affidabilità dei conti pubblici di molti paesi Europei. Infatti, ricordiamo per l’ennesima volta, il rendimento dei BOT dipende dalla differenza tra il prezzo nominale e il prezzo di assegnazione nell’asta: un rendimento più alto indica una minore domanda e/o una minore disponibilità a pagare prezzi elevati da parte degli acquirenti.

Quindi un rendimento più elevato indica una percezione di rischio più elevata (a parità di tutte le altre condizioni). Non si tratta, precisiamo subito, di un dramma, dato che il rendimento comunque non è a livelli “record” tali da indicare una preoccupazione specifica per i conti italiani. Ma è importante ricordare che questa ripresa dei rendimenti dei BOT non indica (come probabilmente invece qualcuno crederà) un rafforzarsi dello scenario economico.

Rendimenti BOT (gennaio 2009 - maggio 2010)
Rendimenti BOT (gennaio 2009 - maggio 2010)

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