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Sembra ci siano alcune voci che girerebbero a Wall Street (che però non si sa se abbiano un fondamento, e tantomeno una giustificazione), che vorrebbero che i dubbi sulla solidità dei conti pubblici si estendano oltre i confini dei “PIIG”, e ci sarebbero voci che ipotizzano una prossima  riduzione del rating della Francia, le cui finanze sarebbero meno solide di quanto ritenuto finora, indebolite anche a causa delle ultime evoluzioni della crisi.

La situazione è particolarmente complicata perché i dubbi sulla capacità della Grecia di ripagare il debito (così come di altri paesi che si trovassero in situazioni simili in futuro) non è solo economica, ma anche politica. Le proteste di piazza in Grecia mostrano chiaramente che c’è una pressione sociale considerevole perché il debito (così come il prestito straordinario) non venga ripagato, almeno non alle condizioni concordate.

Questa situazione genera chiaramente preoccupazione nei grandi investitori (soprattutto extra-europei) che vedono i debiti europei “a rischio”, forse anche più di quello che realmente sono: un atteggiamento che potrebbe però alla fine penalizzare non poco le finanze di tutta l’area, perché rischia di aumentare il costo della raccolta di capitali per i Paesi europei, complicando così la strada per la ripresa.

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