Perché il prezzo settimanale della benzina dovrebbe convenire?

0 Flares 0 Flares ×

Petrolieri e gestori hanno siglato un’intesa al Ministero dello Sviluppo Economico, che dovrebbe favorire una riduzione dei costi dei carburanti. Sfugge però per quale motivo la variazione settimanale dei prezzi dovrebbe essere vantaggiosa e comportare un risparmio per i consumatori. Applicando qualche concetto assolutamente base di economia, è intuitivo che le compagnie dovrebbero, in questo contesto, fissare un prezzo settimanale tale da incorporare le variazioni di prezzo attese, maggiorato del rischio relativo al verificarsi di variazioni inattese. Ed è bene sottolineare che questo comportamento non presuppone nessun tipo di speculazione, ma è il comportamento “sano” che le compagnie dovrebbero avere con queste regole.

I problemi dei prezzi dei carburanti in Italia sono differenti: puntare il dito su un presunto mancato allineamento del prezzo dei carburanti al prezzo del petrolio è errato, soprattutto perché non corrisponde alla realtà dei fatti, come abbiamo avuto più volte modo di evidenziare. Ma essendo un’argomentazione cui molti sono sensibili, non è mancato chi ha dato corda, portando a questa sitauzione.

Oltre alla tassazione, il principale fattore che incide sul prezzo dei carburanti è la rete distributiva, che è caratterizzata da un numero eccessivo di impianti, che avendo un fatturato minore devono applicare ricarichi più elevati. Tanto per fare un confronto, in Italia sono presenti circa 24.000 impianti, contro i poco più di 9.000 del Regno Unito (assimilabile all’Italia come numero di abitanti, più che la Germania, che di abitanti ne ha invece circa 80 milioni).

Va anche evidenziato come i consumatori, per quanto pronti a lamentarsi, facciano poco per stimolare la concorrenza tra le varie compagnie e i vari distributori, prestando spesso poca attenzione a rifornirsi dove i prezzi sono più bassi. Capita spesso, soprattutto in alcune parti d’Italia, che vi siano due distributori concorrenti anche molto vicini, che praticano prezzi diversi fra loro. Secondo il buon senso, ci si dovrebbe aspettare che il distributore che pratica i prezzi più alti sia disertato a favore di quello che ha i prezzi più bassi, ma spesso non è così e non mancano quanti comunque scelgono il prezzo maggiore. E quindi, verrebbe polemicamente da dire, c’è poco da lamentarsi dei prezzi alti, se poi con i comportamenti si dimostra che il prezzo non è determinante.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]