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La povertà viene solitamente definita come condizione in cui non viene raggiunto un certo reddito “minimo”. Si tratta però di una valutazione incompleta, come suggerisce un paper di ricerca di alcuni ricercatori economici. Infatti, guardare al solo reddito può essere fuorviante in quanto entra in realtà in gioco un altro elemento fondamentale, quello della ricchezza — il capitale posseduto sotto varie forme dalla famiglia.

E’ evidente che una famiglia che ha “da parte” una ingente quantità di risorse non va incontro a difficoltà anche se il reddito fosse pari a zero, e viceversa una famiglia che non avesse assolutamente nulla può facilmente trovarsi in grosse difficoltà anche con redditi sopra quelli considerati come soglia per la povertà.

Il metodo di calcolo della povertà basato unicamente sul reddito è frutto soprattutto delle limitazioni dei dati statistici disponibili, che sono limitati al solo reddito, mentre sulla ricchezza i dati sono incompleti.

Una valutazione basata su reddito e ricchezza però permetterebbe di analizzare meglio il fenomeno della povertà, intervenendo in modo più mirato — nonché più equo, dato che sarebbe possibile aiutare chi ha realmente bisogno.

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