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Banca Monte dei Paschi di Siena ha condotto una ricerca sull’andamento del mercato immobiliare italiano. Quello che emerge è uno scenario di stabilizzazione, dopo il rallentamento dal 2007 al 2009. Nel 2009, le compravendite sono calate di circa l’11%, mentre i prezzi hanno registrato in media un calo del 4%. Nel 2010, le attese sono per compravendite in aumento (circa +2%) e prezzi sostanzialmente stabili.

E’ interessante notare come gli immobili abbiano confermato il loro ruolo di “bene rifugio”, con una netta crescita, nel periodo 2007-2009, delle intenzioni di acquisto delle seconde case e di acquisti a scopo di investimento : un fatto curioso, dato che la crisi finanziaria è nata (anche) a causa di una “bolla immobiliare”, anche se questa non ha riguardato (almeno in modo significativo) l’Italia. Questo fatto potrebbe trova conferma anche dall’incremento della presenza di investitori stranieri, in particolare nelle città d’arte e nelle località turistiche, che forse vedono il mercato immobiliare italiano come “sano”.

Dando uno sguardo all’andamento nelle varie aree geografiche, il Nord è l’area dove si registrano più transazioni (15 compravendite ogni 1.000 abitanti, contro una media nazionale di 12,9), ma è il Sud che ha registrato gli incrementi maggiori nei prezzi (+28,8% contro il +20,2% della media italiana).

Per quanto riguarda il mercato dei mutui, l’Italia mostra un rapporto mutui/PIL decisamente più basso che nel resto d’Europa (circa 20 punti percentuali in meno). A nostro parere però non è così facile determinare se sia il mercato italiano “arretrato” oppure se sia il resto d’Europa a essere vittima di una condizione di eccessi.

Le analisi di MPS mostrano come vi sia stata una “corsa al tasso variabile” (le cui richieste sono passate dal 18% del 2008 al 48% nel 2009), motivata dal calo dei relativi tassi che a dicembre 2009 hanno toccato il 2,2% (contro il 4,9% di dicembre 2008), mentre il tasso fisso nello stesso periodo era al 4,9% (contro il 5,2% dell’anno precedente).
Abbiamo spesso evidenziato che il tasso variabile comporta dei rischi: la preoccupazione è che non siano pochi ad avere trascurato che il tasso tornerà ad alzarsi, con le difficoltà potenziali che ne conseguono. In questo senso, è importante evidenziare che l’Ufficio Studi MPS prevede per il 2010 un rialzo di 0,90 p.p. del tasso di interesse variabile, e di 0,10 per il tasso fisso.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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