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Mentre sono sempre più le voci che dichiarano la crisi “chiusa”, non manca chi si aspetta che il peggio debba ancora venire. Tra questi John Taylor, CIO of  FX-Concept che è il più grande fondo forex al mondo.

Taylor ritiene che l’analisi dei fondamentali, così come quella del ciclo finanziario indichino uno scenario economico-finanziario ancora a rischio. Le previsioni che fa spaziano dal brevissimo al medio termine:

  • per quanto riguarda il breve termine, si attende una crecita dell’avversione al rischio, che porterà giù le borse (soprattutto quelle europee, e i mercati delle commodity) questa settimana e fino almeno ai primi giorni della prima settimana di maggio.
  • in seguito, i dati economici (che dovrebbero essere “confortanti”) spingerà ad una maggiore propensione al rischio, portando ad un “rally”  da maggio fino a luglio o ad inizio agosto
  • http://www.banknoise.com che dovrebbe prolungarsi “almeno fino a metà 2011”. Questo ribasso potrebbe, sempre secondo Taylor, portare a grosse tensioni nell’area euro.

La domanda è scontata: Taylor ha ragione? Ovviamente è difficile dirlo adesso. Sicuramente la sua opinione evidenzia come il supporto all’economia non possa essere interrotto in modo “brutale”, e come sia necessario affrontare le criticità che anche qui abbiamo più volte evidenziato.

Nota a margine: è molto interessante l’approccio di Taylor basato sull’incremento/diminuzione della propensione/avversione al rischio, che va a descrivere in modo “motivazionale” l’acqisto o la vendita.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. ciao mark, volevo chiederti cosa ne pensavi dei prossimi stati che faranno a breve la fine della grecia, il prossimo sarà l’italia? è possibile che il governo decida di risanare il debito pubblico con il risparmio privato, prelevando cioè dai conti correnti dei cittadini?
    grazie ciao
    enrico-mestre

  2. L’Italia è un paese considerato “non a rischio immediato”, che vuol dire che ci sono delle criticità ma non è atteso un “collasso” immediato. Volendo fare una distinzione grossolana, la Grecia, ha mancato di apportare politiche di controllo della spesa, mentre l’Italia ha il problema della scarsa crescita.

    Il discorso del prelievo dai conti correnti mi pare un po’ improbabile, se non altro perché a fronte di “infastidire” notevolmente i cittadini (con tutte le ripercussioni che comporta) porta una raccolta sostanzialmente modesta. Anche supponendo che vengano “presi” in media 1.000 euro per singolo cittadino italiano, la raccolta sarebbe di 60 miliardi, che contro i 1.800 miliardi circa di debito sono sostanzialmente briciole. Meglio aumentare le tasse che rende di più.

    Se proprio lo Stato si trovasse in difficoltà potrebbe piuttosto bloccare/ritardare/saltare/non essere in grado di rispettare i pagamenti del debito pubblico, che almeno porterebbe un risparmio significativo. Del resto è per questo che i titoli di stato italiani rendono più di quelli tedeschi: perché hanno un elemento di rischio leggermente maggiore.

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