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Torniamo su un aspetto della crisi finanziaria greca che a nostro parere non è stato adeguatamente colto. Il punto è che l’Euro “cambia le regole del gioco”, e quindi il confronto con passati default di stati sovrani non è così automatico.

Infatti, la questione è che l’Euro è una moneta internazionale e non “greca”: quindi in quest’ottica lo scenario è analogo a quello di una grossa società privata che emettesse obbligazioni in Euro, e si trovasse a dover ristrutturare il debito. Tanto per capirsi con dei numeri: il debito pubblico greco è (spannometricamente) il 115% del PIL, che è pari a circa 340 miliardi di Euro. Stiamo dunque parlando di debiti per circa 390 miliardi. Una somma enorme? Neppure tanto: per confronto, la raccolta del Gruppo Unicredit (cioè i debiti verso il mercato e verso i clienti: principalmente obbligazioni emesse ed i depositi dei clienti) è pari a circa 590 miliardi. Eppure, se fallisse Unicredit, nessuno parlerebbe di pericolo di collasso della moneta unica (per la cronaca, visto che capita sempre qualcuno fraintenda: abbiamo preso ad esempio Unicredit perché è un soggetto noto, e non perché sia a rischio fallimento…). Certo, si parla di due scenari che presentano differenze, anche importanti, ma confrontarle non è del tutto assurdo.

Ben diversa la situazione di uno Stato che avesse una propria moneta, che potrebbe anche evitare il default, ma a prezzo di svalutare la propria moneta, con conseguenze pesanti su tutta l’economia (come abbiamo già accennato, aumento dei costi delle importazioni e del costo del debito all’estero).

A nostro parere, a livello di sistema economico presenta più rischi l’Ungheria, che ha difficoltà a contenere il deficit (l’obiettivo di deficit concordato con il Fondo Monetario Internazionale non sarà rispettato) e la pressione che si creerà sul fiorino potrebbe mettere in seria difficoltà l’economia.

Tanto per capirsi, la nostra opinione è che quanti ora lamentano il fatto che l’adesione della Grecia all’Euro rende più probabile il default, dimenticano che senza l’Euro l’economia reale greca sarebbe probabilmente ora in ginocchio.

Chiaramente la “partita” non è tanto e soltanto sul default greco, ma sulle capacità di gestione e coordinamento a livello di Unione Europea e di Paesi dell’area Euro: se queste si dimostreranno valide, i rischi di “contagio” e le difficoltà per l’euro saranno minime. In caso contrario, lo scenario potrebbe essere anche molto complicato.

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