Quanto costa all’economia italiana il tentativo di censurare Internet?

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Si è discusso molto sui pericoli per la libertà che derivano dai continui “tentativi” in Italia di censurare Internet — sotto le varie vesti di tutela della privacy, di tutela del diritto d’autore o di tutela dei minori. Infatti, è bene ricordare che la sentenza “contro Google” è solo una delle ultime azioni che (più o meno coscientemente) tentano o rischiano di limitare Internet.

Ma la questione non è solo politica o culturale. La questione ha risvolti economici non trascurabili. E non solo per quanto riguarda la questione del diritto d’autore — che tra l’altro, “spacciare” per diritto d’autore è fuorviante, perché in realtà l’interesse è attorno al diritto di edizione e di distribuzione — ma in generale riguarda tutto il tema della produzione e fruizione di contenuti digitali e multimediali.

La “rigidità” (eufemisticametne parlando) nell’approccio legislativo/giudiziario ad Internet però ha un effetto collaterale non trascurabile, cioè quello di limitare lo sviluppo del web come mercato e di tutto l’indotto che genera. Il che vuol dire non solo limitare le imprese italiane, ma anche (e forse soprattutto) scoraggiare gli investimenti esteri in Italia legati al settore: non sono poche le società straniere che hanno paventato la possibilità di uscire dal mercato Italiano. E il danno non sarebbe trascurabile: infatti secondo alcune stime, il mercato dei contenuti digitali e multimediali varrebbe a livello mondiale circa il 10% del valore complessivo degli scambi commerciali. Diventa quindi evidente che l’Italia, con l’approccio alle nuove tecnologie che sembra andare affermandosi, rischia di tarpare le ali a quello che potrebbe essere un importante fattore di crescita.

Basti considerare i dati relativi al settore ICT (che non coincide esattamente, ma riteniamo dia una buona approssimazione): secondo i dati presentati al CeBIT di Hannover, in Spagna questo settore peserebbe ormai per il 10% del PIL, e soprattutto sembrerebbe sia stato uno di quelli che ha sofferto meno la crisi. In Italia il peso del settore è sostanzialmente inferiore (indicativamente, dovrebbe essere sotto al 5%), e soprattutto è costituito per la maggior parte dal settore delle telecomunicazioni.
Anche se stiamo facendo conti altamente spannometrici, è chiaro che sulla base di questi valori, il gap di sviluppo del settore ICT implica un “mancato PIL” pari a circa il 5% del suo valore. Che non sono perdite che possono essere ignorate ed accettate a cuor leggero.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Un pensiero su “Quanto costa all’economia italiana il tentativo di censurare Internet?”

  1. Credo che si possa sintetizzare con il fatto che Internet altera lo status quo dei poteri economici, quindi questi fanno di tutto per combatterlo…

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