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In un’audizione di un paio di giorni fa al Parlamento Europeo, Mario Draghi ha evidenziato come molto lavoro sia stato fatto per affrontare la crisi finanziari, ma la strada da percorrere sia ancora lunga. In particolare, sono quattro i punti in cui è necessario intervenire più efficacemente:

  • completamento della revisione dei requisiti di capitalizzazione e liquidità per gli  istituti finanziari
  • riduzione del moral hazard causato dalle banche “troppo grandi per fallire”
  • aumento della trasparenza della negoziazione dei derivati (tramite standardizzazione e negoziazione in mercati regolamentati anziché “over the counter”)
  • revisione delle pratiche di retribuzione del management delle banche

Val la pena notare che Draghi evidenzia una crecente resistenza verso le riforme — con pressioni anche per allentare quanto è stato fatto finora — da parte non solo del mondo della finanza, ma anche da parte del mondo della politica. Viene da pensare che questa resistenza sia dovuta alla ormai ben nota “miopia” del mondo politico, preoccupato dei costi e delle difficoltà a breve termine che le riforme possono comportare, difficoltà che però sarebbero più compensate da una futura crescita su basi più solide, qualora le riforme necessarie fossero portate avanti nel modo corretto.

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