0 Flares 0 Flares ×

Come probabilmente saprete, da ieri, 1 febbraio, le famiglie in difficoltà possono richiedere la sospensione del rimborso delle rate dei mutui, per un periodo massimo di 1 anno (l’elenco delle banche aderenti all’iniziativa è pubblicato sul sito dell’ABI). Un provvedimento interessante, ma dalla portata forse minore di quello che qualcuno si aspettava. Cerchiamo pertanto di approfondire la questione.

Innanzi tutto, quali sono le famiglie in difficoltà? In questa definizione rientrano solamente le famiglie che hanno perso la loro fonte di reddito (tra il 1 gennaio 2009 e il 31 dicembre 2010), in cui il mutuatario sia stato licenziato, o messo in cassa intergrazione. Rientrano inoltre casi più drammatici come la morte o il sopravvenire di condizioni di non autosufficienza.

Durante la sospensione, gli interessi continuano a maturare, secondo i termini del contratto stipulato. La sospensione non è quindi da intendersi come un “regalo”, quindi, ma come un modo per affrontare una difficoltà temporanea. Se ci si attende che le difficoltà perdurino più a lungo, forse vale la pena prendere in considerazione anche altre ipotesi (es. cambiare casa scegliendone una che costi meno).

La sospensione può essere concessa anche a chi è in ritardo con i pagamenti, purché il ritardo non superi i 180 giorni: altre condizioni sono che il reddito di ogni singolo mutuatario non superi i 40.000 euro annui e che l’importo del mutuo non sia superiore ai 150.000 euro.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

banknosie.comBanche, Risparmio, Investimenti e TradingMutuibanche,famiglie,mutuiCome probabilmente saprete, da ieri, 1 febbraio, le famiglie in difficoltà possono richiedere la sospensione del rimborso delle rate dei mutui, per un periodo massimo di 1 anno (l'elenco delle banche aderenti all'iniziativa è pubblicato sul sito dell'ABI). Un provvedimento interessante, ma dalla portata forse minore di quello che...Opinioni e commenti su economia e finanza, investimenti e prestiti