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Il rialzo dei tassi della Fed, giunto abbastanza a sorpresa, ha lasciato molti ad interrogarsi sulle reali motivazioni della decisione. Soprattutto considerato che gli USA sembrano ancora lontani da una ripresa dell’inflazione, che dovrebbe essere la molla che fa scattare un aumento del costo del denaro — anzi gli ultimi dati lascerebbero intendere una leggera deflazione.

La volontà dichiarata è quella di iniziare a “chiudere l’emergenza”, e ripristinare la normalità delle condizioni di prestito della Fed: in questo senso sarebbe significativa la chiusura di linee di credito straordinarie attivate nel pieno della crisi.

Ma resta il fatto che l’economia USA è ancora debole, e la ripresa deve ancora dimostrarsi solida. Per questo non manca chi “sospetta” che la decisione sia figlia di pressioni politiche (il crollo di popolarità di Obama imporrebbe “nuove strategie”) e/o voglia essere un messaggio psicologico per gli investitori e i consumatori, indicando (un po’ prima del tempo) che la crisi è finita.

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