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Ogni tanto, mi capita di sentire qualcuno che, poiché il prodotto che ha acquistato non funziona o non lo soddisfa, decide di smettere di pagare le relative rate. Ho anche sentito alcuni sostenere che “acquistare a rate è meglio, perché se il prodotto non va bene puoi smettere di pagarlo“. In realtà, si tratta di un azione estremamente controproducente, ed è un esempio tipico di ignoranza della “finanza spicciola” che può portare a grossi danni, di cui avevamo parlato solo pochi giorni fa, per cui vale la pena spendere due parole.

La questione infatti è abbastanza bandale, e cioè che il pagamento delle rate è una cosa completamente distinta dall’acquisto. Il motivo è che quando si paga a rate, salvo casi particolari, non si paga “al venditore”. In caso di pagamento a rate, quello che succede è che l’acquirente riceve un prestito da una società finanziaria, che è una “terza parte”. Il venditore riceve subito (o quasi) l’intera somma dalla finanziaria, mentre questa riceve indietro un poco per volta la somma prestata all’acquirente (più gli interessi come compenso per il servizio) attraverso le rate. Dovrebbe quindi essere intuitivo come l’interruzione del pagamento da un lato non tocchi il venditore (che ha già ricevuto il denaro), dall’altro vada a danneggiare un soggetto terzo (la finanziaria) che non ha nulla a che vedere con il fatto che il prodotto funzioni o meno.
Se ancora il concetto non è chiaro, è come se io mi facessi prestare da voi dei soldi per acquistare qualcosa (una macchina, un computer, un frullatore, o quel che volete), ma poi siccome non funziona, decidessi di non restituirvi più i vostri soldi: si tratterebbe chiaramente di un atteggiamento illegittimo.

Per quanto sia comprensibile il fastidio di continuare a pagare le rate per qualcosa che non funziona (ma allo stesso modo, non è che avere pagato il prodotto per intero al momento dell’acquisto renda il malfunzionamento più piacevole), decidere di non pagare le rate non è una buona idea, dato che comporta facilmente la classificazione come “cattivo pagatore” e quindi difficoltà nell’ottenere futuri prestiti. Le uniche strade percorribili rimangono le stesse che si avrebbe avuto a disposizione qualora si avesse pagato il prodotto senza fare ricorso alle rate.

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