Il conto in rosso ha costi elevati, ma non deve essere usato come un prestito

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Il conto “in rosso” continua a costare molto, nonostante l’abolizione delle commissioni di massimo scoperto: il Corriere della Sera evidenzia come uno “sconfinamento” di 1.000 euro, protratto per 30 giorni, possa costare anche più di 200 Euro. Per la precisione, 202,91€, per il Conto Consumatori della Banca Popolare dell’Emilia Romagna — anche se va aggiunto che i conti non tornano, perché se i dati pubblicati sono corretti, il totale farebbe 160,91€. Si tratta comunque di un aspetto prbabilmente secondario, anche se ci torneremo dopo a titolo di curiosità.

Resta il fatto sta che il fatto l’abolizione delle commissioni di massimo scoperto non sembra avere agevolato i consumatori, fatto di cui peraltro avevamo dato conto già qualche tempo fa. Più che il costo assoluto, vale la pena evidenziare anche come sul costo sia quasi irrilevante la “misura” dello sconfinamento, dato che uno sconfino di 1.000 o 2.000 euro ha sostanzialmente lo stesso costo, questo perché il grosso del costo è dato dalle commissioni fisse (che non dipendono direttamente dalla somma) e non dagli interessi.

Va  però evidenziato anche un altro aspetto che non si può ignorare, e cioè che lo sconfinamento della disponibilità del conto corrente non è un modo per avere credito o per ottenere denaro in prestito: può essere “accettabile” quando si tratta di pochissimi giorni (ad esempio, nel caso si debba effettuare un pagamento prima di vedersi accreditato lo stipendio), ma già tenere il conto in rosso per 30 giorni è fuori luogo, dato che in questo caso sarebbe molto più opportuno ricorrere invece a strumenti più idonei ad affrontare una situazione di questo tipo, come i prestiti personali, che in questo caso sarebbero molto meno costosi e più efficaci. L’utilizzo dello strumento finanziario più idoneo alla situazione specifica non è un qualcosa “in più”, anche se purtroppo a volte molti consumatori non prestano adeguata attenzione al problema. In questo senso, potrebbe forse essere una soluzione accettabile sia per i consumatori che per le banche che le commissioni  fossero crescenti in base alla durata dello sconfinamento, partendo però da livelli minimi.

Chiudiamo tornando alla curiosità circa i conti che non tornano dalla tabella del Corriere, che “rubiamo” e riportiamo qui per confronto con una nostra elaborazione sui dati che riporta. Inoltre, nella nostra tabella suddividiamo i costi tra interessi e commissioni, cosa che permette di evidenziare in modo decisamente chiaro come siano proprio le commissioni a pesare in modo determinante.

Il caro sportello (da www.corriere.it)
Il caro sportello (da www.corriere.it)
Rielaborazione dei dati della tabella "il caro sportello" di corriere.it
Rielaborazione dei dati della tabella "il caro sportello" di corriere.it

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