Dirigenti di Google condanati per il video del ragazzo down: un passo avanti verso la censura

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La condanna dei dirigenti di Google per il video del ragazzo Down pestato è un fatto estremamente grave, perché parte dal principio che servizi quali YouTube abbiano non solo il diritto, ma addirittura il dovere di controllare preventivamente i contenuti. Peraltro, in contrasto a quanto prevedono le Direttive Europee secondo le quali il fornitore di servizi è responsabile solo della “mere conduit”, del solo trasporto delle informazioni, e non ha il dovere (né il diritto) di entrare nel merito delle informazioni che trasporta.

Personalmente, non capisco come si possa considerare Google colpevole, mentre contro i ragazzi che fisicamente hanno picchiato il compagno di scuola è stata ritirata la querela. Cercando di dirla in parole semplici viene il dubbio che il punto non sia quello che bisogna “comportarsi bene”, ma quello di non far vedere che “c’è chi si comporta male”. Come ho già avuto modo di osservare, non è assurdo pensare che probabilmente se YouTube non avesse pubbblicato il video, nessuno sarebbe venuto a conoscenza del problema, che sarebbe quindi continuato.

Un controllo preventivo sui contenuti non è tecnicamente possibile, dato che richiederebbe migliaia di persone che controllino i video. Insomma, confondere YouTube con un canale televisivo dimostra a nostro parere un’estrema ignoranza della natura di Internet.

Ma questo è l’aspetto relativamente meno grave: il punto è che, chiaramente, seguendo il principio della “complicità” del fornitore di servizi si rischia di spingere tali soggetti a impedire la pubblicazione o diffusione di qualsiasi contenuto potenzialmente dubbio, oltre che di quelli illegali, con grossi rischi per la libertà di espressione. Un fatto, ripetiamo, estremamente grave: e il problema è che  “la colpa” forse non è neppure dalla volontà di censurare, ma forse solo dall’ignoranza.

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8 pensieri su “Dirigenti di Google condanati per il video del ragazzo down: un passo avanti verso la censura”

  1. Purtroppo a mio parere c’è un misto di ignorarnza di giudici e di voglia di speculare, perché dato che Google è grosso gli si possono spillare tanti soldi. Spero non sia questo il caso, però in altri è proprio così

  2. IN realtà, però, la questione è un po’ diversa da così. Infatti non sono stati condannati per aver lasciato pubblicare il video, come tutti lasciano intendere, ma perché non lo hanno rimosso quando gli è stato richiesto. E questo sarai d’accordo anche tu che è una cosa ragionevole, almeno concettualmente (non so i tempi di rimozione in questo caso…)

  3. Sentivo prima il TG1 che nel servizio dedicato diceva “… tre dirigenti di Google condannati per AVER PUBBLICATO il video ….”. Siamo ai limiti della disinformazione: non c’è da stupirsi se poi il cittadino medio italiano accetta questo tipo di sentenze….

  4. o beh, guardatela dal punto di vista buono:

    in questo modo si puo’ far condannare emilio fede (volutamente minuscolo come la personalità dell’individuo in questione)

  5. veramente il video è stato rimosso solo 2 ore dopo che è stato richiesto dall’autorità giudiziaria. qundi non è stato contestato loro che non hanno “collaborato” ma prorpio che non avrebebro dovuto permettere che il video fosse messo online.

    E per come la vedo io l’unica garanzia per un dirigente è pubblicare su youtube 5 video, consultandosi con i suoi avvocati, e permettere che sono questi pochi video vagliati uno per una possano essere resi disponibili.

    Naturalmente solo in italia si pensa che internet possa funzionare a questo modo.

  6. La cosa più “divertente” (perché sembra una barzelletta…) è che i dirigenti di Google hanno avuto pene molto più gravi dei ragazzi che hanno picchiato il compagno (che sono stati condannati a fare una settimana di volontariato) e pubblicato il video…

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