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Un interessante articolo del Wall Street Journal segnala uno studio che darebbe prove matematiche del fatto che un numero significativo di aziende americane quotate avrebbe “gestito” i numeri relativi agli utili per “soddisfare le aspettative degli azionisti(in altre parole, truccare i risultati…), che spinge a qualche riflessione sulle necessità di migliorare ulteriormente la trasparenza dei bilanci delle società quotate.

Lo studio è per certi versi geniale per la sua logica. Lo studio è andato a vedere i risultati di un gran numero di società, su un periodo di oltre 25 anni (per un totale di mezzo milione di distribuzioni di dividendi monitorate), e andando a vedere il decimale più piccolo della cifra relativa. Il risultato è che le somme che finiscono con “4” sono significativamente sotto-rappresentate rispetto a quella che dovrebbe essere una distribuzione casuale. Il sospetto è quindi che le società tendano a “correggere” l’utile in modo che l’ultimo decimale del dividendo per azione si trasformasse da 4 in 5. In questo modo, grazie agli arrotondamenti che poi sistematicamente vengono fatti, il dividendo appariva più alto. In pratica, se il dividendo per azione fosse stato ad esempio 12,4 centesimi, si sarebbe fatto in modo da farlo diventare 12,5: questo perché con gli arrotondamenti che normalmente vengono fatti, il primo sarebbe apparso come 12 centesimi, mentre il secondo come 13.

Una strategia che trova le sue motivazioni nell’attenzione di molti investitori sul raggiungimento degli obiettivi di utile, e per la tendenza a premiare quei titoli che superano — anche per un solo cent — le aspettative.

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